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Martedì, 18 Gennaio 2022
Economia

Crisi nel settore metalmeccanico: "Lavoratori costretti a migrare verso il Nord"

Angelo Leo (Fiom Cgil): "Troppe imprese metalmeccaniche nel territorio brindisino sono fallite miseramente"

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Angelo Leo, segretario generale della Fiom Cgil Brindisi, sulla situazione del settore metalmeccanico nel Brindisino

Troppe imprese metalmeccaniche nel territorio brindisino sono fallite miseramente per responsabilità dei loro proprietari e del loro management. Migliaia di onesti e capaci lavoratori dell'aerospazio e dell'indotto di manutenzione energetico, nel corso degli ultimi anni hanno perso il posto di lavoro e sono stati ridotti contro la loro volontà in disoccupati cronici. L'emorragia di posti di lavoro nel nostro territorio purtroppo non accenna a diminuire, anzi è destinata a crescere nel 2022 con altre aziende già in fallimento.
I lavoratori ed i sindacati rimangono impotenti di fronte alla chiusura di una azienda. Il sindacato con i lavoratori può esercitare una pressione contro i licenziamenti quando un'azienda rimane in piedi pur licenziando una parte dei suoi dipendenti. La lotta sindacale quando è forte, convinta ma soprattutto sostenuta dai lavoratori, riesce ad impedire il licenziamento, cercando soluzioni alternative, come la cassa integrazione, i contratti di solidarietà, ecc. ecc.

Ma una volta chiusi i battenti di una fabbrica, i lavoratori ed il sindacato vengono sbattuti fuori, rimanendo irrimediabilmente sconfitti. Più di tutti rimangono sconfitte le loro disgraziate famiglie. Nel nostro paese in generale ed al sud in particolare, chi perde il lavoro non lo ritrova più sia nel breve periodo, ma neanche in quello lungo. Chi perde il lavoro e rimane a Brindisi o resta perennemente disoccupato o nel migliora dei casi lavorerà in nero.

Il 2022 continuerà ad ingrossare l'esercito dei migranti nel settore metalmeccanico, verso il Nord. La mancanza d'investimento privato a Brindisi (salvo qualche lodevole eccezione nel campo della cantieristica navale) e soprattutto pubblico, sta distruggendo professionalità e competenze operaie, con conseguenti crisi delle famiglie. Il lavoro deve ritornare ad essere l'elemento primario della società. Il governo di un Paese insieme alle varie istituzioni preposte che non riescono ad assicurare il lavoro a tutti i cittadini ed in particolare a coloro che lo hanno perso, è un Paese destinato al fallimento. La grave situazione ci impone di insorgere, bisogna scendere di nuovo in piazza unitariamente, per rivendicare il lavoro vero, duraturo, rispettoso della salute e dell'ambiente, destinati dagli ingenti interventi finanziari previsti dal Pnrr. 

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