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Brindisi, Fiom: "Storiche aziende rischiano di essere travolte dalla crisi"

Intervento di Angelo Leo sulla crisi del settore metalmeccanico: "Migliaia di lavoratori a rischio, si istituisca un tavolo permanente"

Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Angelo Leo, segretario generale della Fiom Cgil Brindisi, sulla situazione del settore metalmeccanico in provincia di Brindisi

Bisogna fare presto, tutta la comunità brindisina deve fare quadrato intorno ai lavoratori e alle storiche aziende territoriali che rischiano ogni giorno di essere travolte trascinando con se migliaia di lavoratori di grande professionalità e competenza. Ma soprattutto scongiurare l'amaro destino di migliaia di nuclei familiari che vivevano una vita dignitosa e normale, ma che all'improvviso possano ritrovarsi scaraventati loro malgrado nello stato di assoluta povertà (già ampiamente sofferto col massiccio ricorso alla cassa integrazione Covid 19, che comunque ha funzionato da ammortizzatore sociale anche nelle migliaia di aziende che non ne avevano diritto). 

In ogni caso le grandi multinazionali che da decenni sono presenti nel nostro territorio hanno il dovere se non l'obbligo di sostenere il tessuto industriale della nostra comunità e di salvare i livelli occupazionali. A nostro avviso è necessario che la politica locale si dia una scossa, coinvolgendo le istituzioni locali, regionali e nazionali. Nessuno può salvarsi in solitudine. L'ampia area industriale brindisina può ridursi in uno sterminato campo incolto, dopo le pur giuste dismissioni dei grandi gruppi energetici fossili, se al loro posto non si insediano nuove, alternative, produzioni ecosostenibili con la riqualificazione e formazione delle attuali maestranze lavorative. 

Le ingenti risorse che arriveranno nel nostro paese dal recovery fund, rischiano di essere razziati dalle regioni e territori più forti, lasciandolo solo le briciole ai più deboli. Difendere i lavoratori, difendere l'esistenza delle aziende, non compete solo ai sindacati di categoria e alle associazioni degli imprenditori. Tutti gli attori sociali ed istituzionali sono chiamati a costituire un tavolo permanente per la fuoriuscita dalla crisi, progettando. Nuove realistiche proposte per la realizzazione di un piano industriale nazionale che comprenda anche la rinascita produttiva del nostro territorio.

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