Lavarra: “Su Pac profonde correzioni”

BARI - “Pac: proposta da rivedere. Occorrono profonde correzioni. Altrimenti i riflessi per l’economia agricola nazionale e meridionale in particolar modo saranno devastanti”. Enzo Lavarra, Presidente nazionale del Forum Agricoltura del Pd, non nasconde le proprie preoccupazioni in riferimento ai contenuti della proposta di riforma della Politica Agricola Comunitaria presentata mercoledì scorso in Commissione europea dal Commissario all’Agricoltura, Dacian Ciolos. A margine della presentazione del testo, Lavarra ha incontrato a Bruxelles l'onorevole Capoulas Santos, relatore per il Parlamento europeo dei principali testi legislativi sulla Pac.

Enzo Lavarra

BARI - “Pac: proposta da rivedere. Occorrono profonde correzioni. Altrimenti i riflessi per l’economia agricola nazionale e meridionale in particolar modo saranno devastanti”. Enzo Lavarra, Presidente nazionale del Forum Agricoltura del Pd, non nasconde le proprie preoccupazioni in riferimento ai contenuti della proposta di riforma della Politica Agricola Comunitaria presentata mercoledì scorso in Commissione europea dal Commissario all’Agricoltura, Dacian Ciolos.  A margine della presentazione del testo,  Lavarra  ha incontrato a Bruxelles l'onorevole Capoulas Santos, relatore per il Parlamento europeo dei principali testi legislativi sulla Pac.

Un colloquio finalizzato a inquadrare le criticità presenti nella bozza: "Ho manifestato all' onorevole Capolulas Santos le preoccupazioni del nostro Paese sulla proposta di Ciolos e in particolare sulla riduzione del budget e sul criterio di ripartizione fondato sulla superficie, pesantemente negativi per l' Italia”.

Da qui la necessità di un cambio di rotta. “Ho sottolineato non a caso - spiega Lavarra - la necessità  di profonde correzioni nel senso delle proposte formulate dalle Organizzazioni del mondo agricolo e dagli assessori regionali: sostegno agli agricoltori effettivamente attivi per impiego di lavoro , produzione di cibi e protezione dell' ambiente, tutela e remunerazione adeguata delle colture arboree ( olivi,viti, alberi da frutto), valorizzazione delle produzioni mediterranee riconosciute dall' Unesco”.

Il confronto sul tema, comunque, ci sarà. E ad annunciarlo è lo stesso Lavarra:  “Sono particolarmente lieto di annunciare che su questi temi l'onorevole Capoulas  Santos ha accettato il nostro invito per una audizione in Italia con tutte le  rappresentanze agricole italiane. L’incontro si terra il 28 ottobre prossimo. Date le prerogative del Parlamento europeo nella codecisione anche in materia agricola sarà sicuramente un confronto molto utile”.

Tra gli operatori l’allarme, evidentemente, è crescente, come testimoniano anche le parole del professor Cosimo Putignano, presidente del Gal Alto Salento e responsabile della Cooperativa sociale “De Laurentis”: “Se l’Europa, sulla scorta del testo legislativo presentato, dovesse ridurre drasticamente le risorse, il settore olivicolo accuserebbe il definitivo colpo di grazia, con conseguenze pesantissime sull’intera economia locale”.

Il nuovo impianto, al lordo di eventuali modifiche,  prevede che gli aiuti diretti vengano spalmati tra vecchi e nuovi Stati membri sulla scorta degli ettari di superficie impiegata, piuttosto che in virtù dei dati storici relativi alla produzione. Per il nostro Paese significherebbe una perdita netta di circa il 6%. “In queste condizioni, per essere ancora più chiari,  l’Italia – spiegano le associazioni di categoria - perderebbe circa 285 milioni nel 2019 ed inoltre la concessione del 30% di aiuti sarebbe condizionata al raggiungimento di particolari obiettivi di natura ambientale”.

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