Santa Teresa: cinque lavoratrici sull’orlo del licenziamento

Si occupavano delle pulizie presso Biblioteca, museo e centro per l’impiego. Messe in mobilità dopo il subentro della Regione

BRINDISI – Da dieci giorni sono in mobilità. Fra un paio di mesi rischiano di restare senza lavoro. Cinque dipendenti della società Santa Teresa potrebbero pagare a caro prezzo il passaggio di una serie di funzioni dalla Provincia di Brindisi alla Regione Puglia.

Per quasi 10 anni le lavoratrici, per conto della società in house della Provincia, si sono occupate dei lavori di pulizia presso la biblioteca provinciale situata in viale Commenda e il museo archeologico Ribezzo. Nel 2014, con l’entrata in vigore della cosiddetta legge Delrio, gli enti provinciali sono stati svuotati di alcune funzioni, fra cui la cultura. 

Dopo aver assunto le redini della biblioteca e del museo, la Regione ha affidato la pulizia dei due edifici a una società partecipata. Il personale della Santa Teresa, estromesso da quei cantieri, è stato dirottato presso il centro provinciale per l’impiego situato in via Cappuccini.

“Qui – spiega Roberta Crudo, una delle cinque lavoratrici – abbiamo lavorato fino a un mese fa. Poi anche questo Roberta Crudi-2cantiere è stato affidato alla società partecipata della Regione che già si stava occupando del museo e della biblioteca. Tale ditta ha fatto nuove assunzioni, ma noi cinque non siamo state assorbite. Per queste siamo state messe prima in cassa integrazione e poi in mobilità”.

La mobilità, in sostanza, è l’anticamera del licenziamento, che potrebbe arrivare fra un paio di mesi. “Non avendo ricevuto nessuna risposta dalle istituzioni – prosegue Roberta Crudo – siamo pronte ad adire le vie legali. In queste ultime settimane siamo state abbandonate al nostro destino. Ma ognuna di noi ha delle famiglie a cui pensare. Non possiamo restare senza lavoro”.

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