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Giuseppe Marinò

Giuseppe Marinò

Lo sviluppo del Polo nautico parte dal marina tecnico a Sant’Apollinare

BRINDISI – Le quindici aziende riunite nel Polo nautico promosso da Confindustria Brindisi puntano su investimenti pubblici e privati per un totale di 28 milioni di euro, utili a migliorare e completare l’offerta nautica nel capoluogo. Tra le priorità, esposte ieri in un convegno previsto nella rassegna del Salone nautico di Puglia, c’è un Marina tecnico – come lo hanno definito gli addetti ai lavori – ossia una struttura, situata proprio nell’area di Sant’Apollinare dove si svolge lo Snim, che possa garantire una serie di servizi alle aziende del settore.

BRINDISI - Le quindici aziende riunite nel Polo nautico promosso da Confindustria Brindisi puntano su investimenti pubblici e privati per un totale di 28 milioni di euro, utili a migliorare e completare l'offerta nautica nel capoluogo. Tra le priorità, esposte ieri in un convegno previsto nella rassegna del Salone nautico di Puglia, c'è un Marina tecnico - come lo hanno definito gli addetti ai lavori - ossia una struttura, situata proprio nell'area di Sant'Apollinare dove si svolge lo Snim, che possa garantire una serie di servizi alle aziende del settore.

Sono 9, 3 i milioni di euro necessari per realizzarlo, 5,6 milioni provenienti da privati e il resto da fondi pubblici. La struttura è considerata da aziende aderenti necessaria ad ospitare le imbarcazioni ormeggiate per gli interventi di manutenzione e assistenza tecnica così come pure per offrire un servizio di assistenza in mare alle imbarcazioni da diporto che transitano per le coste del basso Adriatico sino ad una distanza tra le 8 e le 10 miglia con interventi di prima diagnosi e soccorso a bordo.

Riparazioni in emergenza a bordo (su circuiti elettrici, su comandi di strumentazione elettrica ed elettronica, meccanica parziale, idraulica) e conduzione delle imbarcazioni all'ancoraggio nel marina per il completamento della manutenzione sono le due attività principali previste nel progetto. Per il loro svolgimento però, si renderà necessario un punto di arrivo con ponte radio e un laboratorio di rimessaggio che, non potrà essere realizzato se non con l'utilizzo di particolari accorgimenti in quella zona di Sant'Apollinare: tutte operazioni che comunque non potrebbero essere realizzate attraverso il semplice uso di pontili mobili.

"Particolare utilità - spiega il presidente di Confindustria Giuseppe Marinò - potrà essere data al recupero di imbarcazioni d'epoca in legno di medie e grandi dimensioni, attività che richiede anche personale specializzato". Le lavorazioni di refitting delle barche d'epoca e tutte le operazioni di restauro degli scafi rientrano infatti in settore specialistico - quello dei maestri d'ascia - che rischia di sparire.

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