Martedì, 26 Ottobre 2021
Economia

Mariani e Prete confermati anche come commissari, Haralambidis a casa

Iraklis Haralambidis è l'unico dei tre presidenti delle Autorità portuali pugliesi a non essere stato nominato commissario ad interim, in attesa dell'attuazione della riforma. Il suo incarico cesserà alle 24 di domenica 12 luglio. Da lunedì gli succederà il comandante del porto, Mario Valente, mentre a Bari resterà a capo della gestione commissariale l'attuale presidente dell'authority, Francesco Mariani, e a Taranto lascerà l'incarico di presidiente per assumere quello di commissario Sergio Prete

BRINDISI – Iraklis Haralambidis è l’unico dei tre presidenti delle Autorità portuali pugliesi a non essere stato nominato commissario ad interim, in attesa dell’attuazione della riforma. Il suo incarico cesserà alle 24 di domenica 12 luglio. Da lunedì gli succederà il comandante del porto, Mario Valente, mentre a Bari resterà a capo della gestione commissariale l’attuale presidente dell’authority, Francesco Mariani, e a Taranto lascerà l’incarico di presidente per assumere quello di commissario Sergio Prete. Dal ministro delle Infrastrutture e dei Traporti, Graziano Delrio,  una decisione dunque che è anche una valutazione  nel merito delle iniziative assunte da Haralambidis in questi mesi e in queste settimane.

C’entra il caso Grimaldi, molto probabilmente, ma non solo. Chiunque pensi e dichiari che il pressing per liberare il porto di Brindisi dalla gestione di Iraklis Haralambidis fosse in realtà una guerra contro il gruppo Grimaldi, o non conosce la storia di questi anni, oppure ha interesse a travisare i fatti. Nessuno vuole che Grimaldi lasci il porto di Brindisi: il problema era evitare la dipendenza da un solo armatore, anche se si tratta di una delle compagnie più importanti a livello internazionale. Ciò che Haralambidis stava per fare, scarsamente interessato e forse anche infastidito dalle posizioni sostenute in Comitato Portuale da importanti categorie del lavoro marittimo, era proprio consegnare a Grimaldi Euromed le uniche rampe per grandi traghetti operative del porto, e l’intera area logistica di Punta delle Terrare. Una forzatura che, per gli addetti ai lavori e per lo stesso ministero,  aveva occupato la scena in modo imbarazzante.

delrio-2Che nel porto di Brindisi esistano altri ormeggi per eventuali armatori concorrenti, non è affatto vero. Intanto S. Apollinare, la ex Carbonifera (la banchina sotto la sede dell’Autorità Portuale) e le due rampe in fondo al Seno di Levante, non sono attualmente in condizioni di essere utilizzate. I piccoli traghetti per l’Albania, se si ricorda bene, hanno lasciato le rampe del Terminal di Levante (una volta usate dall’Adriatica di Navigazione) perché non potevano operare agevolmente né le operazioni di imbarco e sbarco passeggeri, tanto meno quello dei camion. Infatti fu lo stesso Haralambidis ad accettare la richiesta di trasferimento di traghetti per l’Albania a Costa Morena Ovest dove furono realizzate due apposite rampe adatte alla ridotta altezza dei portelloni di quelle navi, e una idonea zona di controllo extra-Schengen.

A S. Apollinare sono in corso lavori di adeguamento della banchina, che potrebbe accogliere una grande nave ro-ro. Ma con l’ausilio dei rimorchiatori. Un costo in più per un concorrente di Grimaldi, che non solo non utilizza rimorchiatori, non paga i fender (il cui costo viene coperto dall’Autorità Portuale), ma pone come condizione per la concessione ventennale richiesta anche l’esenzione dalle tariffe portuali. Chi accetterebbe, tra la concorrenza, un simile svantaggio? E pensare, infine, ad attuare le operazioni di una grande nave ro-ro alla ex  Carbonifera ci sposta nel campo della fantascienza: ammesso che si risolvesse il problema dell’imbarco e dello sbarco di camion e trailer, dove parcheggiarli, e da dove farli transitare, da via Spalato?

Eppure queste erano le argomentazioni di Haralambidis per tentare di smentire chi protestava non contro Grimaldi, ma contro l’incombente monopolio.  Proprio oggi, annusando chissà quale vento, la coppia Francesco Renna – Francesco Cannalire ha diramato un comunicato tessendo le lodi di questa operazione. Così, all’improvviso, prendendo posizione a pochi giorni dalla fatidica data del 16 luglio in cui il Comitato portuale sarebbe stato chiamato a votare per la concessione ventennale a Grimaldi. Magari sulla base di un presunto vantaggio di uno o due voti sull’opposizione.

Traghetti Grimaldi a Brindisi-2Qualcuno invece ha sfilato involontariamente la seggiola ai due noti consiglieri comunali diventati improvvisamente esperti di porto e di banchine, che si sono trovati con le terga sul pavimento: il ministro Graziano Delrio con il decreto di nomina di un commissario per l’Autorità Portuale brindisina, e tanti saluti ad Haralambidis, che era rimasto in carica qualche settimana in più in regime di proroga – avrebbe terminato il 23 luglio anche questa – utilizzando un incarico di transizione per condizionare per vent’anni   l’assetto di un traffico fondamentale come quello delle merci tra l’area balcanica e Brindisi.

La seduta del Comitato portuale del 16 luglio sulla concessione Grimaldi, e sulle autorizzazioni di impresa portuale e di terminalista di Grimaldi Euromed (che già annoverano il parere negativo della Commissione consultiva locale), a questo punto è annullata. Quella convocazione, essendo oggetto di un atto da parte di un presidente che non c’è più, è cessata. Il comandante della Capitaneria di Porto, il capitano di vascello Mario Valente, è appunto un commissario straordinario e dovrebbe limitarsi a garantire il buon funzionamento del porto e gli iter dei progetti già approvati ed appaltati, nonché la buona amministrazione della strutture. La questione dunque dovrebbe essere riaffrontata non alle calende greche, ma quando sarà insediata la nuova autorità portuale di sistema che riunirà sotto una gestione unica, Bari, Brindisi e Taranto. E veniamo all’ultimo punto.

L'area traghetti ro-ro di Punta delle Terrare a Brindisi-2La considerazione dello stato e delle prospettive del porto di Brindisi toccherà principalmente al manager che il ministro nominerà a tempo debito, sentito il presidente della Regione Puglia. Ma spetterà alla politica fare in modo che questa opportunità (dopo un declassamento del porto che già è stato deciso due o tre anni fa, e non è certo frutto della riforma in corso) sia giocata nel modo migliore. Bisogna ricordare che gli operatori portuali hanno gridato al vento per tanto tempo, prima di ottenere dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture un atto come l’odierno decreto, e che dal 1995 con l’avvento dell’Autorità Portuale, che per altri scali marittimi è stata una svolta radicale, Brindisi ha solo perso posizioni, lavoro, fatturato, passeggeri, navi, armatori. Colpa di Bari? Un discorso per chi ha ben pochi argomenti.

Qui chi avrebbe dovuto esercitare un controllo democratico, pure nel rispetto dell’autonomia della Autorità Portuale, ha pensato ad altro o è rimasto assente. Ma gran parte della ripresa della città è legata al futuro del porto. Occorrono idee, progetti, e spazio per chi vuole fare impresa e investire capitali. Una concessione ventennale a Grimaldi non può essere un tabù, ma in uno scenario non di monopolio, bensì di crescita. Ciò va fatto impostando il nuovo piano regolatore del porto, dopo 40 anni dal varo di quello attuale, chiudendo l’epoca di operazioni disordinate, di sprechi,  e di perdita di risorse.

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