Pari opportunità, un comitato a garanzia

BARI - Dalla Regione Puglia parte la guerra contro il mobbing e le discriminazioni sul lavoro, sostenuta dall’assessore Maria Campese che illustra le direttive per le pari opportunità lavorative, approvate in giunta lo scorso 11 aprile, nella circostanza del convegno sull’istituzione del “Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, per la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” (Cug), svoltosi al Cineporto di Bari con il contributo dell’ente regionale.

L'assessore regionale allo Sport, Maria Campese

BARI - Dalla Regione Puglia parte la guerra contro il mobbing e le discriminazioni sul lavoro, sostenuta dall’assessore Maria Campese che illustra le direttive per le pari opportunità lavorative, approvate in giunta lo scorso 11 aprile, nella circostanza del convegno sull’istituzione del “Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, per la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” (Cug), svoltosi al Cineporto di Bari con il contributo dell’ente regionale.

L’assessore alle Risorse Umane, Maria Campese, ha affermato “le donne sono penalizzate: solo l’1,5% delle dirigenti risulta in posizioni apicali”, e ha inoltre aggiunto che “il comitato ha un compito gravoso ma esaltante anche all’interno della nostra amministrazione dove avrà compiti propositivi, consultivi e di verifica circa i risultati delle azioni positive e buone pratiche in materia di pari opportunità; degli esiti delle azioni di promozione del benessere organizzativo e prevenzione del disagio organizzativo; delle azioni di contrasto alle violenze morali e psicologiche”. Per la prima volta il problema della parità e delle pari opportunità entra nella normativa tra i fattori che condizionano il funzionamento organizzativo di un ente pubblico.

Il Cug dovrà verificare l’assenza di ogni forma di discriminazione - diretta e indiretta - relativa al genere, all’età, all’orientamento sessuale, alla razza, all’origine etnica, alla disabilità, alla religione o alla lingua, nell’accesso, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale, promozione negli avanzamenti di carriera, nella sicurezza sul lavoro; e sarà formato da un componente designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e da un pari numero di rappresentanti dell’amministrazione regionale. Inoltre opererà in collaborazione con altri organismi, tra cui quello indipendente di valutazione (Oiv).

I dati si rivelano chiari. Secondo il documento «Misure per attuare parità e pari opportunità», messo a punto dal Dipartimento della Funzione pubblica, nel pubblico impiego solo l’1,5% delle donne dirigenti risulta in posizioni apicali (gli uomini sono al 9,7%), mentre solo il 27% delle dirigenti vanta la qualifica di direttore generale (contro il 61,3 degli uomini), nonostante che il settore pubblico sia ancora oggi il tradizionale bacino occupazionale delle donne.

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