rotate-mobile
Economia

"Trasporti: 40 miliardi di fondo Ue"

STRASBURGO - Un appello bipartizan affinchè l'Italia e il Mezzogiorno si attrezzino rapidamente per candidare le proprie infrastrutture logistiche, soprattutto porti ed aeroporti, ai 40 miliardi di un fondo Connecting Europe Facility che la Commissione europea ha proposto vengano destinati al Trans European Network (Ten) che oltre ai trasporti riguarda energia e telecomunicazioni. Ecco la nota diffusa unitariamente da Gianni Pittella, Pd, primo vicepresidente del Parlamento europeo, e da Mario Mauro, capogruppo Pdl al Parlamento europeo.

STRASBURGO - Un appello bipartizan affinchè l'Italia e il Mezzogiorno si attrezzino rapidamente per candidare le proprie infrastrutture logistiche, soprattutto porti ed aeroporti, ai 40 miliardi di un fondo Connecting Europe Facility che la Commissione europea ha proposto vengano destinati al Trans European Network (Ten) che oltre ai trasporti riguarda energia e telecomunicazioni. Ecco la nota diffusa unitariamente da Gianni Pittella, Pd, primo vicepresidente del Parlamento europeo, e da Mario Mauro, capogruppo Pdl al Parlamento europeo.

La proposta per il Bilancio Pluriannuale 2014-2020 dell'Unione Europea presentata dalla Commissione UE il 29 giugno punta a rilanciare la crescita economica dell'Europa attraverso un deciso sostegno finanziario ai grandi progetti di sviluppo delle reti e infrastrutture.

La Commissione UE ha proposto l'istituzione di un fondo Connecting Europe Facility dotato di 40 miliardi di euro destinato alle reti del Trans European Network (TEN) nel settore dei trasporti, dell' energia e delle telecomunicazioni.

Il fondo Connecting Europe Facility attribuisce 21,7 miliardi di euro al settore dei trasporti, 9,1 miliardi all'energia e 9,2 miliardi per l' ICT/Digital. A queste risorse si aggiungono 10 miliardi di euro stanziati per il settore dei trasporti all'interno del Fondo di Coesione.

La Commissione Europea ,raccogliendo l'idea proprio da noi lanciata due anni fa, sta inoltre predisponendo nuovi strumenti finanziari come gli "Union Bonds", titoli obbligazionari destinati a finanziare progetti prioritari di interesse comunitario che consentiranno di mobilitare rilevanti capitali pubblici e privati.

Il Mediterraneo ha tutte le carte in regola per essere il protagonista di questa nuova, grande stagione di investimenti. Il quadro macro-economico della regione euromediterranea presenta segni di vitalità: tra il 2004 e il 2009, il PIL reale dei paesi della sponda Sud è cresciuto cinque volte di più rispetto a quello dell'Unione Europea.

I paesi del Sud Mediterraneo presentano inoltre un elevato potenziale di crescita. Forte della sua posizione a cavallo tra l'Asia e l'Atlantico, il Mare Nostrum è ormai uno snodo cruciale per il commercio mondiale. Ciò è confermato dai dati sul movimento di containers: tra il 2006 e il 2010, il flusso di containers con origine e destinazione dai paesi Far East e oltre Suez è aumentato di circa il 25% nei porti mediterranei, soprattutto in Egitto (Port Said) e in Marocco (TangerMed), mentre nei porti del Nord Europa (Northern Range) il trend di crescita è stato dell'8%.Di fronte al ritrovato dinamismo del Mediterraneo, l'Italia può giocare un ruolo primario.

Il nostro sistema portuale si posiziona infatti al secondo posto dopo la Gran Bretagna ed a pari merito con l'Olanda per i flussi di traffico commerciale delle merci e dei passeggeri. Per confermare e rafforzare l'eccellenza italiana è tuttavia necessario un profondo rinnovamento nelle infrastrutture portuali attraverso un potenziamento delle piastre logistiche e dei collegamenti ferroviari di connessione con la rete TEN-T.

Per unire le forze, creare sinergie e sostenere il sistema - Italia, il Centro Meseuro, sorto nel 2010 come luogo di incontro tra organizzazioni euromediterranee, rappresentanti delle istituzioni e mondo delle imprese, ha costituito di un gruppo di lavoro sulle reti e infrastrutture che si è riunito per la prima volta a Bruxelles il 25 maggio scorso.

Il gruppo di lavoro riunisce i principali player italiani nel settore delle reti e infrastrutture e punta ad aggregare idee, professionalità e capacità per costruire una proposta credibile per lo sviluppo delle infrastrutture, dei servizi e della tecnologia nel Mediterraneo.

Con la politica delle reti TEN-T, l'Unione Europea aveva riconosciuto il carattere strategico dell'Italia nell'area euro-mediterranea. I progetti prioritari PP1 (Berlino - Palermo), PP6 (Lione - Torino - Budapest), PP24 (Genova - Rotterdam) nonché la prospettiva del prolungamento dell'asse PP23 fino all'Adriatico valorizzavano la vocazione di ponte nel Mediterraneo del nostro paese.

Il nuovo approccio di politica comunitaria delle reti, introdotto dalle Prospettive di Bilancio attualmente in discussione, individua un nuovo modello di pianificazione e finanziamento basato su due livelli: il primo, di interesse europeo (core network) sul quale si concentreranno le risorse di bilancio, il secondo, nazionale (comprehensive) la cui realizzazione spetta soprattutto agli Stati membri.

E' importante che nella definizione operativa del nuovo core network e dei corridoi che lo strutturano, venga assicurata la continuità strategica e il finanziamento comunitario dei Progetti Prioritari già individuati nella decisione UE 884/2004 per le reti TEN-T. In particolare, è fondamentale che il PP1 Berlino - Palermo venga riconfermato nel suo attuale percorso terminale da Napoli a Palermo.

Un'eventuale deviazione del tracciato di questo Progetto Prioritario che escluda la Basilicata, la Calabria e la Sicilia sarebbe infatti mortificante per il Mezzogiorno, per l'Italia e per il Mediterraneo. E' infatti lungo la direttrice tirrenica che sono localizzati i grandi porti che collegano l'Europa all'Africa.

Per costruire una rete euromediterranea per il settore aereo, occorre rafforzare il sistema aeroportuale nel Mezzogiorno e nelle isole e continuare il processo di armonizzazione degli standard del trasporto aereo grazie ad una politica di innovazione tecnologica sulla scia dei programmi Single European Sky e Sesar.

E' necessario insomma promuovere nella regione euromediterranea un Master Plan delle reti, costruito assieme ai paesi della sponda Sud. A questo fine, l'Unione Europea sta mobilitando ingenti risorse. Spetta ora all'Italia essere all'altezza della sfida, pronta a fare gioco di squadra per valorizzare quelle eccellenze tecnico-imprenditoriali internazionalmente riconosciute nel campo delle infrastrutture.

Gianni Pittella e Mario Mauro

Gallery

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Trasporti: 40 miliardi di fondo Ue"

BrindisiReport è in caricamento