Martedì, 3 Agosto 2021
Economia

Vasca di colmata con parco sul mare: "Bisogna partire subito"

Il progetto, insieme a quello del pontile a briccole, presentato stamani da Ugo Patroni Griffi. Il 12 luglio incontro con il viceministro Bellanova per discutere del problema dei sedimenti

BRINDISI – Un parco con affaccio sul porto, una sorta di baia con varie specie arboree, farà da contorno alla vasca di colmata, una delle opere portuali che insieme al pontile a briccole cambierà il volto del porto di Brindisi. I due progetti sono stati presentati stamattina (lunedì 5 luglio) dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi. Entrambe le opere, soprattutto la colmata tra il pontile Petrolchimico e Costa Morena Est, necessaria per il banchinamento di Sant’Apollinare, sono state a lungo impantanate in un estenuante iter burocratico nell’ambito del quale si sono registrati forti attriti fra il Comune di Brindisi e l’Authority.

Cannalire: "Collaborazione e rispetto singole posizioni siano valore aggiunto"

A tal proposito non è passata inosservata la presenza di Francesco Cannalire, segretario provinciale del Pd, esponente della maggioranza guidata dal sindaco Riccardo Rossi, all’incontro fra Patroni Griffi e i giornalisti. “La presenza del segretario del Pd – Patroni Griffi -  dimostra che questo non è il momento della conflittualità: credo moltissimo nel fatto che le amministrazioni debbano cooperare”. 

Ugo Patroni Griffi e Francesco Cannalire-2

Cannalire, a sua volta, attraverso una nota stampa inviata al termine della conferenza, rimarca come “la forzata lettura conflittuale che si è inteso dare in questi anni al confronto tra i vari enti che hanno legittimamente esercitato le prerogative previste dalla legge, ha rappresentato un esercizio di cui si poteva fare a meno”. “Ora però è giunto il tempo – prosegue - di dare riscontri concreti alle opere necessarie per il porto e la notizia, così come annunciato oggi, dell’imminente firma della ‘determina a contrarre’ da parte dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico Meridionale per la realizzazione del pontile con briccole è un passo in avanti. Siamo fiduciosi che nelle more delle procedure previste per la realizzazione della cassa di colmata, si possa individuare una soluzione temporanea per l’abbancamento dei sedimenti e quindi procedere subito per le opere dei nuovi accosti di Sant’Apollinare, a nostro avviso, fondamentali per il vero rilancio crocieristico del porto medio che passa anche attraverso la valorizzazione a terminal di parte del capannone ex Montecatini. In conclusione, quindi, ci auguriamo, battute a parte – conclude il segretario Cannalire - che la collaborazione e il rispetto delle singole posizioni possano rappresentare un valore aggiunto per lo sviluppo pieno dello scalo portuale brindisino”.

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La gestione dei sedimenti

L’opera più complessa è senza dubbio quella della vasca di colmata, il cui iter autorizzativo è approdato lo scorso 24 maggio alla valutazione di impatto ambientale favorevole. Ma sono occorsi circa 25 anni per raggiungere questo traguardo e i problemi non sono ancora finiti, perché adesso si pone un’altra questione: la gestione di circa 150mila metri cubi di sedimenti degli accosti. Dove portarli? “Ne discuteremo – dichiara Patroni Griffi – il prossimo 12 luglio, con il vice ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Teresa Bellanova. L’unico posto in cui potremmo metterli è Capobianco, dove va realizzata entro 2026 la zona franca pubblica: opera significativamente più importante in prospettiva di crescita dello scalo”. Lì, dunque, come rimarcato da Patroni Griffi, i sedimenti non potranno essere abbancati. Un’ipotesi alternativa potrebbero essere dei terreni di proprietà del Consorzio Asi. Si tratta, ad ogni modo, di un problema che “va risolto – afferma Patroni Griffi - se no rimaniamo bloccati e gli accosti non possono attendere. Le perdite di tempo vanno a danno della città, mentre gli altri vanno avanti”. Il presidente fa a tal proposito l’esempio del porto di Taranto, interessato ad accaparrarsi il traffico dei rotabili, che è attualmente il traffico più importante di Brindisi. “Chiederò alla Bellanova il massimo impegno – dichiara Patroni Griffi - affinché l’opera parta subito. Non potremo perdere neanche un minuto. Bisogna partire subito subito senza se e senza ma”.

Vasca di colmata 2-2-2

Il parco sul mare

Il progetto della vasca di colmata, dunque, prevede la realizzazione di un parco “spero per insediamenti economici”, spiega Patroni Griffi, che non esclude altre destinazioni. “Se la collettività decidesse di collocare parte delle servitù militari – afferma - non avrei nulla in contrario”. Patroni Griffi pensa a una baia, “una sorta di Torrre Guaceto con intervento dell’uomo”.  Un parco verde sul mare, quindi, che coprirà un'area di circa 50.000 metri quadri e che, oltre a poter ospitare flora e fauna selvatiche, potrà essere fruibile dal pubblico, con un impatto visivo e ambientale rilevante. L’area verde sarà, infatti, percorsa da una passeggiata pedonale (circa 670 m) di collegamento dell’ingresso carrabile alla nuova foce del Fiume Grande.

Progetto del verde vasca di colmata-2

Il progetto 

Il decreto di compatibilità ambientale n. 254. sottoscritto lo scorso giugno dal ministero della Transizione Ecologica (Mte), di concerto con il Ministero della Cultura (Mic), ha segnato una svolta per il porto di Brindisi che consentirà all'Ente di procedere speditamente con il dragaggio del porto. L'obiettivo è quello di avere fondali più profondi nelle aree maggiormente operative: a circa -8.0 mt (batimetria media attuale) a -12.0 sotto il livello del mare, nell’area di S. Apollinare; da circa -11mt (batimetria media attuale) fino a -14.0 sotto il livello del mare, lungo il canale di accesso al porto interno; da circa -11mt (batimetria media attuale) fino a -14.0 sotto il livello del mare, nell’area di contorno alle calate di Costa Morena. Il procedimento, avviato nel novembre 2017, ha risentito di una sospensione, richiesta dall’Authority a luglio 2019 e concessa dall'ufficio competente del Ministero dell'Ambiente (oggi Mte) il successivo novembre per effettuare una attualizzazione della caratterizzazione dei fondali interessati dall'intervento infrastrutturale e richiesti per acquisire ulteriori elementi sulla loro qualità.  Il risultato della caratterizzazione, che ha comportato una serie di attività che permettono di ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali, ha confermato il dato qualitativo già assunto a base del progetto come composto anche dalle caratterizzazioni validate nel 2011 da Ispra (ex Icram).

Schermata vasca colmata-2

Nel nuovo layout progettuale, oltre alla riduzione in pianta, è stato cercato un sostanziale incremento della superficie permeabile e una conseguente diminuzione del volume della cassa di circa 150.000 m3, la riduzione del fronte di accosto, l’aumento dell’ampiezza del nuovo canale (da 45 mt a 130 mt) e, infine, un diverso trattamento dei confini lato terra e della sponda occidentale del canale sui quali verranno messi a dimora impianti arborei e arbustivi sistemati a “dune”, per proteggere l’area dal traffico veicolare (interventi, questi ultimi, di riqualificazione paesaggistica in coerenza con quanto previsto per l’area dal “Progetto di valorizzazione e riqualificazione integrata dei paesaggi costieri”, di cui al vigente Piano Paesaggistico Territoriale Regionale). Il nuovo layout, quindi, denominato "Progetto 2020", ha ottenuto il provvedimento di compatibilità ambientale che fa da volano per il futuro sviluppo del porto di Brindisi.  Il quadro economico prevede l'impiego di 60 milioni di euro rivenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ottenuta la compatibilità ambientale dell’opera, il prossimo passaggio procedurale la conferenza dei servizi per l’ottenimento dell’autorizzazione unica Zes.

Ugo Patroni Griffi-7

Patroni Griffi: "Vasca di colmata, dragaggi e cono di atterraggio i tre pilastri"

"Non abbiamo mai perso un minuto di tempo, non abbiamo mai lesinato energie e sforzi, abbiamo sempre lavorato a testa bassa per dare a Brindisi questa opportunità- commenta Patroni Griffi-, perché lo sviluppo del porto passa inevitabilmente dall'approfondimento dei fondali. Il mercato internazionale punta sempre più sul “gigantismo navale”, in conseguenza delle sensibili economie di scala riguardanti sia il costo di costruzione che quello di gestione; per essere competitivi e appetibili, quindi, dobbiamo assolutamente adeguarci e non restare indietro, offrendo pescaggi e infrastrutturazione adeguati. Il prossimo obiettivo sarà la realizzazione degli accosti di Sant'Apollinare. Vasca di colmata e dragaggi, cono di atterraggio, nuovi accosti: i tre pilastri su cui si fonda il porto del futuro. Ho seguito personalmente il progetto di ambientalizzazione  di una infrastruttura strategica dimostrando che l’utile può essere anche bello, anzi come in questo caso, bellissimo". 

Il pontile a briccole 

Nel corso della conferenza stampa, il presidente ha, inoltre, parlato dello stato di avanzamento procedurale del progetto di “Potenziamento degli ormeggi navi Ro-Ro a Costa Morena Ovest – Realizzazione di un pontile con Briccole”.  Anche in questo caso, l’ente portuale sta lavorando per avviare i lavori di un progetto fondamentale, finalizzato a garantire la sicurezza nelle operazioni di ormeggio, specie in condizioni metereologiche avverse. Dopo un lungo ed elaborato decorso procedimentale, avviato nel 2019, infatti, si è conclusa positivamente nell’aprile scorso la conferenza di servizi asincrona, relativa all’approvazione del progetto definitivo dell’opera. 

Pontile a briccole-2

Prodromico a tale risultato, il parere favorevole del Consiglio Superiore Lavori Pubblici sulla proposta di adeguamento tecnico funzionale al Piano Regolatore Portuale e, anche in adempimento ad alcune indicazioni contenute nel predetto parere, la conferma dei pareri favorevoli già avuti in precedenza dal Ministero dell’Ambiente, ottenuta a seguito di specifica “valutazione preliminare” condotta da tale Dicastero a termini dell’art.6, comma 9, del decreto legislativo 152/2006. A breve, scontate le procedure di verifiche di rito del progetto demandate ad asset - Agenzia Regionale Strategica per lo Sviluppo Sostenibile del Territorio, tuttora in corso, l’avvio della procedura di affidamento congiunto della progettazione esecutiva e della realizzazione dei lavori. 

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