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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Economia

Puglia, il gran concorso dei rosè

VERONA - Negli Stati Uniti è cool. In Gran Bretagna lo bevono abitualmente sei inglesi su dieci, con un incremento del 22% tra le persone che lo consumano regolarmente. Per i vini rosati la crisi non esiste, anzi, negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom di consumi. E l’assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefano, ne approfitta per lanciare al Vinitaly il primo Concorso nazionale dei Vini Rosati d’Italia.

VERONA - Negli Stati Uniti è cool. In Gran Bretagna lo bevono abitualmente sei inglesi su dieci, con un incremento del 22% tra le persone che lo consumano regolarmente. Per i vini rosati la crisi non esiste, anzi, negli ultimi anni c?è stato un vero e proprio boom di consumi. E l?assessore alle risorse agroalimentari della Regione Puglia, Dario Stefano, ne approfitta per lanciare al Vinitaly il primo Concorso nazionale dei Vini Rosati d?Italia.

«Negli ultimi anni il trend è cambiato. Il gusto dei consumatori, soprattutto delle nuove generazioni, nonché l?interesse dei mercati nazionale e mondiale, registrano una netta inversione di tendenza. Una congiuntura da cogliere al volo per offrire al vino rosato palcoscenici più appropriati e valorizzare ancor di più il patrimonio enologico italiano».

Oro, argento e bronzo: sono tre i premi in palio per ciascuna categoria prevista dal concorso. Ma c?è di più, perché la Regione, come previsto dal regolamento dell?iniziativa, si impegna ad affiancare le aziende produttrici lungo il percorso di produzione e commercializzazione, con azioni di promozione in Italia e all?estero che saranno avviate dopo la pubblicazione della graduatoria finale.

Tutte le aziende interessate a partecipare possono già contattare la segreteria organizzativa (tel. 080.5538860) oppure visitare il sito internet creato ad hoc  www.concorsorosatiditalia.it). Le selezioni dei vini avverranno il 20 e 21 aprile a Bari. La cerimonia di premiazione invece è fissata per il 5 maggio, nella splendida cornice del castello aragonese di Otranto.

Per Stefàno, si tratta «di una iniziativa di altissimo profilo, che non ha precedenti in Italia. Una iniziativa doverosa per la Puglia, regione da sempre vocata alla produzione dei rosati, tipologia che appartiene al dna produttivo, culturale e sociale del nostro territorio».

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