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Gli alimenti della dieta mediterranea

Gli alimenti della dieta mediterranea

Ricominciare da Zero a tavola, per sconfiggere l'obesità

Contro l’obesità, a tavola bisognerebbe ricominciare da zero! Zero come: valorizzare i prodotti a Km zero, azzerare le cattive abitudini e riscoprire i sapori tradizionali; mangiare bene sin da piccolini.

Con questo articolo la dottoressa Giorgia Galasso, biologa nutrizionista e specializzanda in Scienza dell'Alimentazione, inizia la sua collaborazione con la nostra rubrica. Potete rivolgerle i quesiti che più interessano scrivendo alla nostra redazione oppure direttamente alla sue email.

 

Contro l'obesità, a tavola bisognerebbe ricominciare da zero! Zero come: valorizzare i prodotti a Km zero, azzerare le cattive abitudini e riscoprire i sapori tradizionali; mangiare bene sin da piccolini. L'obesità costituisce uno dei problemi di salute pubblica di maggiore rilevanza sociale per l'aumento di prevalenza, per la complessità delle cause, per la variabilità del grado di severità e, soprattutto, per le implicazioni che comporta sulla salute. Negli ultimi anni, il Centre for Desease Control and Prevention statunitense ha coniato il neologismo "globesity" per indicare la diffusione geografica di questo fenomeno, divenuto ormai una vera e propria "pandemia". L'incremento dell'obesità è stato, tra l'altro, documentato in tutte le fasce d'età, non risparmiando quella pediatrica.

L'Italia detiene il primato negativo europeo di bambini in età scolare affetti da sovrappeso/obesità, a discapito di una favoleggiata Dieta Mediterranea (dal 2010 inclusa nella lista dei patrimoni immateriali dell'Umanità dell'Unesco), che è disattesa o male interpretata. Dai risultati dell'indagine "OKkio alla SALUTE" del 2012 emerge infatti una situazione drammatica soprattutto nelle regioni del Centro-Sud (Puglia, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise), dove l'eccesso ponderale ha riguardato più del 40% del campione.

L'aspetto che dovrebbe destare maggiore preoccupazione è che l'obesità in età evolutiva è associata a un maggior rischio di obesità in età adulta, condizione quest'ultima che costituisce un fattore di rischio per l'insorgenza di patologie cronico-degenerative con importante impatto in termini di risorse umane e finanziarie sul sistema sanitario. Inoltre, la maggior parte dei dati pubblicati negli ultimi due decenni evidenzia come l'obesità già durante l'infanzia e l'adolescenza si associ a complicanze quali l'ipertensione arteriosa, le dislipidemie, le alterazioni del metabolismo glucidico, l'iperinsulinemia, la steatosi epatica. Pertanto, attualmente, l'attenzione degli studiosi è incentrata sulla ricerca di idonee strategie di prevenzione dell'obesità, che tengano conto dei diversi fattori implicati nella genesi della patologia e che coinvolgano la fascia di età pediatrica.

In tal senso, sempre più studi in letteratura mostrano come bambini e adolescenti obesi si discostino dal salutare e tradizionale modello di Dieta Mediterranea e come a tavola abbondino le cattive abitudini. La dieta mediterranea è caratterizzata da un consumo abbondante di cibi di origine vegetale: verdure, frutta, pane e altri tipi di cereali, legumi, frutta secca e semi. Essa include anche: olio di oliva quale principale fonte di grasso, prodotti caseari in moderate quantità, discreto consumo di pesce e pollame, carne rossa in piccole quantità. Inoltre, prevede l'utilizzo di prodotti stagionali e locali, da preferire ad altri per vari motivi: 1. perché costano meno (la merce per arrivare al consumatore non deve essere trasportata, previo imballaggio); 2. perché sono sostenibili (scegliendo i prodotti a chilometro zero se ne avvantaggia anche l'ambiente, in quanto vengono meno il trasporto, con le emissioni nocive, il confezionamento e l'imballaggio); 3. perché i prodotti sono più freschi essendo stagionali, senza bisogno di conservanti; 4. perché si può visitare l'azienda produttrice e avere più controllo sul prodotto; 5.perchè si riacquistano i profumi, i sapori e i colori delle diverse stagioni (ogni stagione è diversa per il palato, la vista e l'olfatto!).

Per queste ragioni, il "prototipo" della Dieta Mediterranea dovrebbe essere utilizzato come strumento educativo sia nei Paesi mediterranei che in quelli non mediterranei in modo da promuovere delle sane abitudini alimentari, in particolare tra i bambini. Secondo una recente indagine epidemiologica, realizzata da me in collaborazione con la ASL BR e con l'Università del Salento, i bambini obesi, con e senza ulteriori complicanze (sindrome metabolica), sono quelli che mostrano minore aderenza alla Dieta Mediterranea rispetto ai coetanei normopeso.

È importante ricordare quanto sia fondamentale fare una sana e corretta colazione, perché purtroppo è consuetudine comune tra i bambini in età scolare il "breakfast skipping" (il 37.5% dei bambini obesi con sindrome metabolica salta la colazione). Invece, consumare regolarmente la colazione migliora le funzioni cognitive correlate alla memoria e quindi il rendimento e l'attenzione scolastica.

Sarebbe utile, dunque, tramite apposite figure professionali, responsabilizzare la famiglia sui rischi connessi all'obesità, evidenziando l'importanza di una sana condotta di vita, così da permettere la trasmissione precoce di abitudini salutari e di comportamenti nutrizionali corretti. Anche la scuola potrebbe contribuire in modo determinante alla divulgazione di corretti stili di vita, distribuendo ad esempio una merenda bilanciata a metà mattina (a base di frutta fresca e non succhi di frutta zuccherati, bevande gassate e focacce) o favorendo incontri educativi con le famiglie. Ruolo fondamentale è quello poi riservato alla mensa scolastica. Sempre secondo la stessa indagine, consumare il pranzo a scuola, seguiti da una figura professionale esperta, come quella del nutrizionista rappresenta un fattore protettivo nei confronti dell'obesità.

 

Dott.ssa Giorgia Galasso

Biologa Nutrizionista

Specializzanda in Scienza dell'Alimentazione

giorgiagalasso@libero.it

 

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