Sabato, 23 Ottobre 2021
Economia

L'Autorità Portuale, il ministero dà ragione a Malcarne sulle nomine

E adesso il presidente della Camera di Commercio, Alfredo Malcarne, pretende scuse pubbliche dal presidente dell’Autorità Portuale, Iraklis Haralambidis, che in un comunicato stampa di qualche giorno fa si era preso la libertà di consigliargli di utilizzare meglio il suo tempo, piuttosto che sollevare infondate obiezioni sulla legittimità di alcune nomine in Comitato portuale

BRINDISI – E adesso il presidente della Camera di Commercio, Alfredo Malcarne, pretende scuse pubbliche dal presidente dell’Autorità Portuale, Iraklis Haralambidis, che in un comunicato stampa di qualche giorno fa si era preso la libertà di consigliargli di utilizzare meglio il suo tempo, piuttosto che sollevare infondate obiezioni sulla legittimità di alcune nomine in Comitato portuale. Fatto sta che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, contrariamente a quanto aveva detto lo stesso Haralambidis nel suo comunicato, ha dato invece ragione piena a chi aveva eccepito la nomina del rappresentante dei terminalisti fatta dall’associazione Antep, perché non è tra quelle che firmano i contratti collettivi di lavoro del settore portuale, come Assiterminal ed altre.

Malcarne, sulla scorta della protesta di tre associazioni di terminalisti legittimate, aveva infatti obiettato circa la legittimità della designazione di Luciano Pistillo da parte di Antep. L’ingegnere dell’Enel invece oggi, dopo essersi regolarmente presentato alla prima seduta del nuovo comitato portuale, ha dovuto lasciarla: il ministero è stato chiaro. La nomina va annullata (peraltro, le tre associazioni che avevano diffidato Haralambidis minacciavano ricorsi al Tar, che avrebbero tranquillamente vinto). Quindi, appreso il contenuto del vero parere del ministero, Malcarne stamani si è tolto il sassolino dalle scarpe.

Deciso anche il rinvio delle autorizzazioni di impresa portuale e di terminalista all’ordine del giorno: Haralambidis le aveva portate in comitato senza il prescritto passaggio dalla commissione consultiva. Ora c’è la nomina della nuova commissione da parte del ministero, e la trafila va rispettata. Ma c’è stato stamani anche il ritiro dell’ordinanza con le nuove tabelle dei diritti portuali: in questo caso era stato in precedenza il presidente della sezione locale dell’associazione degli agenti marittimi, Giuseppe Gorgoni, a far notare al presidente dell’Autorità Portuale che le tabelle vanno definite dopo un consultazione con gli agenti stessi, che devono versare i diritti per conto degli armatori che rappresentano, che non c’è stata.

Quindi tra nomina del nuovo rappresentante dei terminalisti, passaggio in commissione consultiva delle autorizzazioni di impresa portuale e di terminalista, e incontro con gli agenti marittimi sulle nuove tabelle dei diritti portuali, scorrerà altro tempo e il mandato di Haralambidis cesserà tra una ventina di giorni, l’8 giugno. Intanto nel convegno del Propeller Club di ieri è stata confermata la sconfortante situazione strategica del porto di Brindisi: è fuori dalle reti nazionali ed internazionali, è fuori dai finanziamenti.

C’è solo una possibilità di salvezza: la riforma della portualità con la creazione di nuovi sistemi di porti uniti sotto il controllo di un’unica authority di area. Brindisi assieme a Bari, oppure assieme a Bari e Taranto insieme. Da soli, dopo anni in cui l’unico risultato è stato quello di perdere ruolo ed importanza e di sprecare denaro in progetti sfumati o irrealizzabili, o peggio sotto indagine, non si va da nessuna parte. La differenza con Bari, ad esempio, è ben riassunta in un articolo del Meditelegraph di alcuni giorni fa, dove si evince la convenienza di tenere le banchine aperte a più armatori.

Tornando al Comitato portuale in seduta odierna, va aggiunto per completare il discorso sui dubbi della vigilia, che Giovanni Brigante, nuovamente inviato dall'assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Giannini, a rappresentarvi la Regione Puglia, ha anticipato le obiezioni circa la propria legittimazione a partecipare, affermando che il consiglio regionale pur disciolto resta in carica sino al 30 maggio, il giorno prima delle elezioni del nuovo. Nessuno si è voluto avventurare in una contestazione, anche se lo statuto della Regione Puglia prevede che l'assemblea disciolta resti in stand by sino al giorno prima delle elezioni solo per una convocazione motivata da situazioni di estrema urgenza. Bisogna perciò verificare se la delega a Brigante rientri in una casistica simile.

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