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Ancora niente stipendi alla Tecnogal: i lavoratori incrociano le braccia

La situazione, già oggetto di un incontro in prefettura il 29 luglio scorso, non è cambiata

BRINDISI – Stato di agitazione alla Tecnogal Service Srl di Brindisi, dove I lavoratori hanno incrociato le braccia, dopo cinque o sei mesi di mancata corresponsione delle retribuzioni. “Basta con questo stato di cose, dove tante, troppe aziende degli appalti delle grandi committenze, sono inadempienti con i propri dipendenti”, dice il sindacato Fiom Cgil di Brindisi.

“Non si può chiedere alla gente di andare a lavorare senza essere pagata. Inoltre i lavoratori temono di perdere gran parte degli arretrati in caso di fallimento, poiché il fondo di garanzia dell'Inps riconosce in tal caso solo le ultime tre mensilità e quindi tutti gli altri stipendi accumulati non verrebbero pagati da alcuno”, sottolinea la Fiom.

“Per questo motivo – aggiunge Angelo Leo, segretario generale Fiom Cgil Brindisi – appoggiamo la giusta richiesta dei lavoratori di ricevere immediatamente almeno due mensilità e di stabilire in tempi ristretti le modalità di pagamento di tutti gli arretrati. La Fiom ha richiesto nuovamente un incontro in Prefettura con tutte le parti coinvolte per trovare un accordo risolutivo, altrimenti i lavoratori non desisteranno dalla protesta”.

Il rappresentante legale della società, in un precedente incontro in Prefettura svoltosi lunedì 29 luglio scorso, aveva comunicato che era in corso “ogni attività finalizzata alla soluzione della vicenda anche attraverso il ricorso a linee di credito ulteriori e al disincaglio di posizioni creditorie in essere nei confronti di soggetti terzi, tra i quali un grande gruppo dichiarato in stato di insolvenza dal tribunale di Milano”.

Tecnogal, che ha operato anche nel siderurgico di Taranto, era recentemente subentrata in un appalto nello stabilimento petrolchimico di Brindisi, ma già a fine luglio i dipendenti avevano accumulato tre o quattro mesi di mancate retribuzioni.

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