Sfiammate: Versalis promette un nuovo progetto. La Uil attacca

E' stata affrontata anche l'annosa questione riguardante le sfiammate emesse dal petrolchimico di Brindisi nel corso di un'audizione presso la commissione parlamentate di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti

BRINDISI – E’ stata affrontata anche l’annosa questione riguardante le sfiammate emesse dal petrolchimico di Brindisi nel corso di un’audizione presso la commissione parlamentate di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti presieduta dal deputato Alessandro Bratti, dedicata allo stato dell’arte delle bonifiche sul Sin di Brindisi. Nel corso della seduta sono stati ascoltati rappresentanti delle ditte Basell, Chemgas, Enipower, Versalis e Syndial.

Da quanto si apprende da una nota firmata dal segretario provinciale della Uil Brindisi, Antonio Licchello, il responsabile nazionale di Versalis, Il presidente della commissione d'inchiesta, Alessandro Bratti-2Giovanni Saporito, ha parlato appunto delle torce, definendolo un problema “molto sentito dalla collettività brindisina merita grande attenzione da parte dell’azienda”, anche “ se Versalis nel petrolchimico di Brindisi ha un sistema di torce al meglio che la tecnologia possa offrire”. (A destra, Alessandro Bratti)

“Il dottor Saporito – si legge nella nota di Versalis - ha inoltre affermato che l’azienda presenterà a breve un progetto ‘diverso e ancora più efficiente’ per eliminare le sfiammate, ma non ‘esiste un problema oggettivo per quanto riguarda le emissioni’. 

Secondo la Uil, tali dichiarazioni sono strumentali alla trattativa per la cessione di Versalis, controllata del gruppo Eni, a un fondo di investimento americano che dovrebbe concludersi fra la fine di maggio e i primi di giugno, con il passaggio di proprietà del pacchetto azionario di maggioranza di Versalis, azienda leader in Italia nel settore della chimica 

Antonio Licchello“Queste affermazioni – dichiara Licchello (foto a sinistra) - dimostrano che Versalis ha intenzione di affrontare il problema solo per il fatto che i nuovi acquirenti hanno chiesto garanzie prima di effettuare l’acquisto dello stabilimento di Brindisi, considerato il fiore all’occhiello della società, che non può e non deve essere per nulla trascurato in questo momento perché potrebbe mettere in discussione l’intera operazione di vendita”.

Licchello parla dunque di “affetto interessato” da parte del massimo dirigente di Versalis, “che la dice lunga sugli interessi – prosegue Licchello - che girano intorno a questa operazione, ma che non risolve i problemi ed i rischi che la UIL da tempo denuncia anche sul ridimensionamento produttivo ed occupazionale che procurerebbe siffatta strategia”. “Sarebbe diverso se l’Eni  conclude il sindacalista - mantenesse la proprietà del petrolchimico, consolidandolo in sinergia con Val d’Agri e la raffineria di Taranto”.

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