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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Economia

"Tap, spostamento a Brindisi? A Lecce c'è una corte dei miracoli"

Leu-Articolo 1: "Necessario farla uscire allo scoperto, sì a un Consiglio regionale risolutivo"

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota del coordinamento cittadino di Leu-Articolo 1 sul gasdotto Tap.

In questi giorni ritorna ad imporsi nell’agenda politica la questione del Gasdotto Azero. Un tema che qui, più che altrove, consente di svelare la vera natura di questo governo e della maggioranza che lo sostiene. Un’accozzaglia di qualunquisti senza una visione strategica su alcuna delle questioni fondamentali per il futuro del paese. Un accozzaglia che mirava solo ad entrare nella stanza dei bottoni, ma che alla prova dei fatti, si è rivelata serva di logiche estranee agli interessi reali della nazione e dei territori governati, aldilà dei proclami e degli slogan, utili solo a creare un consenso temporaneo ed effimero.

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Allora è necessario innanzitutto capire cos’è Tap.  Tap (Trans European Pipeline) è un gasdotto voluto da alcuni Paesi europei, necessario a rendere questi autonomi ed indipendenti dal gas russo. Non risponde a reali esigenze del Paese, che ha individuato da tempo l’alternativa nell’approvvigionamento di gas dai paesi del Nordafrica, Libia in particolare, ed ha realizzato un suo gasdotto, che tra l’altro giunge già a Brindisi.

Una classe dirigente lungimirante dovrebbe porsi il problema di quali siano le reali necessità del paese in campo energetico ed ambientale e se interessi estranei a tali necessità possano giustificare la realizzazione di un’opera che stravolgerà la naturale vocazione di una parte di territorio salentino e dal costo ambientale elevato, soprattutto in termini di stravolgimento del paesaggio.

Dobbiamo constatare che, purtroppo,  un’analisi di questa natura è marginale. Dobbiamo constatare che una classe politica ostaggio in un recinto limitato da altri attori, non politici, ragiona ancora in termini di spostamento dell’approdo Tap e non della necessità ovvero dell’ineluttabilità dell’opera.

La riproposizione della questione dello spostamento e la eventuale riproposizione del sito di Brindisi è un tentativo di distrazione di massa, insomma, un alibi. Si ripropone una discussione fondata sul nulla, esilarante perché priva di riscontri e di fattibilità. Il sito di Brindisi  fu scartato per il suo impatto a mare che come è noto è ricco di  poseidonia.

Contro di esso si dichiararono, e  in più occasioni, le istituzioni locali, compreso il Consiglio comunale di Brindisi. L’intera coalizione di centrosinistra, già nel corso della campagna elettorale, ha sostenuto con forza la propria contrarietà allo spostamento a Brindisi, facendolo diventare uno dei cardine del programma amministrativo e delle linee di governo del sindaco Rossi, approvate dal Consiglio Comunale al suo insediamento.

Nel passato è stata compiuta una scelta tecnica, e forse anche politica, a cui parteciparono molti di quelli che oggi dicono che preferiscono Brindisi. C’era e c’è a Lecce con collegamenti a Bari e a Roma una corte dei miracoli e di interessi in servizio permanente effettivo che conosce benissimo ogni singolo dettaglio della questione Tap. E’ necessario farla uscire allo scoperto, aiutando tutta la Puglia a liberarsi da impropri condizionamenti.

Per questo non siamo contrari alla convocazione di un Consiglio Regionale, che serva finalmente a fare chiarezza, ma deve essere necessariamente preceduto da un confronto serio ed approfondito con il territorio. Un confronto da avviarsi all’interno del nostro movimento ed anche con il presidente Emiliano. Non possono essere tollerate fughe in avanti e prevaricazioni da parte di chicchessia.

Saremo sempre contrari allo spostamento a Brindisi dell’approdo, perché Brindisi ha necessità di pensare e realizzare la propria riconversione produttiva così come  di emanciparsi dal ricatto energetico ed occupazionale, non di continuare ad essere schiava di schemi e logiche del passato.

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