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Uil: "Gli appalti aumentano ma i posti di lavoro no, basta con assurdi ribassi"

I lavori aumentano, ma il numero dei lavoratori resta invariato. A sollevare questo paradosso è il segretario territoriale della Feneal/Uil, Giovanni Librando, attraverso una nota stampa in cui ancora una volta si punta il dito contro il ricorso al criterio dei massimi ribassi nell’assegnazione degli appalti, sia pubblici che privati

BRINDISI – I lavori aumentano, ma il numero dei lavoratori resta invariato. A sollevare questo paradosso è il segretario territoriale della Feneal/Uil, Giovanni Librando, attraverso una nota stampa in cui ancora una volta si punta il dito contro il ricorso al criterio dei massimi ribassi nell’assegnazione degli appalti, sia pubblici che privati. 

“In alcuni casi – scrive Librando - sembrerebbe che chi redige le gare non sia all’altezza del proprio ruolo viste le offerte del 50  per cento -55 per cento di ribasso effettuate dalle stesse. Poi scopriamo che utilizzano lavoratori con abuso di vaucer, a nero, con contratto dei trasporti o pulimento, molto piu’ convenienti di quello edile”.

A detta della Uil, per ripristinare la legalità basterebbe “rispettare la legge perché per le opere pubbliche esiste la figura del responsabile dei lavori che dovrebbe accertarsi non solo della qualità del lavoro svolto, ma anche con quali lavoratori è eseguito, se sono dipendenti oppure con prestazione di manodopera che spesso nasconde e/o maschera il sub appalto”

Me se le aziende agiscono in questo modo lo si deve anche, secondo il sindacato, alla scarsa efficienza dei contrilli. “Per i lavori privati, in fase di richiesta della concessione edilizia – spiega Librando - la legge prevede una serie di documentazioni riguardanti le regolarità di chi farà i lavori e dovranno essere verificate a conclusione dei lavori, le documentazioni accertantI, i contratti di lavoro applicati e la regolarità delle maetranze previo ritiro della concessione edilizia. Questo viene fatto?”

“Allora non ci lamentiamo – prosegue Librando - se poi i furbetti fanno questi assurdi ribassi a danno della comunità e dei disoccupati, costretti a subire questi malcostumi se vogliono portare qualcosa a casa”.

Il sindacato non mette in dubbio che l’ispettorato faccia il suo dovere, ma lo stesso “dovrebbe controllare anche l’applicazione dei contratti se sono di pertinenza all’appalto stesso e non di natura diversa, verosimilmente piu’ economica”. Librando chiama in causa Anche l’Inps, che “con i propri ispettori, deve verificare la corretta applicazione dei contratti rispetto all’opera da eseguire, in quanto sono risorse in meno che lo stesso istituto percepisce”.

E infine viene espresso l’auspicio “che l’imprenditoria sana, proprio perché penalizzata insieme ai lavoratori, abbia il coraggio di denunciare quelle aziende malsane e non subire passivamente”.  “Noi come Feneal/Uil – conclude Librando - continueremo a denunciare questo malcostume fin quando chi di dovere si decida ad intervenire per il bene dei disoccupati già alle prese con i problemi di sopravvivenza quotidiana”.  

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