Lunedì, 20 Settembre 2021
Economia

Vertenze aperte a Brindisi: la Uiltec fa il punto della situazione

Decarbonizzazione della Centrale Enel, cessione d’azienda della Sanofi Aventis e la fermata del perolchimico i nodi da sciogliere

BRINDISI - Mercoledì 31 marzo si è tenuto in modalità videoconferenza il Consiglio Territoriale della Uiltec di Brindisi. Presenti all’importante momento della vita sindacale il Segretario Generale Nazionale Paolo Pirani, il Segretario Generale Regionale Filippo Lupelli, il Segretario Generale della Uil di Brindisi Antonio Licchello ed il Segretario Regionale della Uil di Puglia Claudio De Giorgi. 

La relazione introduttiva affidata al Segretario Generale Uiltec Brindisi Carlo Perrucci è stata occasione per fare il punto della situazione sulle numerose vertenze nel territorio brindisino a partire dalle difficoltà che l’intero settore industriale sta vivendo a causa della pandemia sia in termini di produttività, con cali di commesse particolarmente significativi nei settori del Tessile, della Gomma e della Plastica, sia in termini organizzativi, a causa delle numerose vicissitudini dovute all’utilizzo dello smartworking fortemente favorito dalle normative anticovid.

Nel suo intervento Perrucci ha approfondito le singole vertenze a partire dalla decarbonizzazione della Centrale Enel di Cerano, processo nel quale sono stati accumulati numerosi ritardi, in particolare nell’iter autorizzativo per la costruzione dei nuovi impianti a gas che permetteranno una transizione energetica sostenibile e necessaria per il mantenimento della rete elettrica. Tali ritardi rischiano di vanificare la partecipazione dell’Enel alle aste per aggiudicare la produzione di energia da fonti alternative che dovrebbero essere avviate a breve da Terna.

Altra importante vertenza riguarda la cessione d’azienda della Sanofi Aventis nella costituenda new-co Euroapi, gruppo che punta ad essere protagonista mondiale nel mercato dei principi attivi. Un passaggio che dovrebbe formalizzarsi intorno ad ottobre mentre sono ancora poco chiare le volontà di questa nuova compagine industriale su Brindisi. Non si conosce ancora quali siano gli investimenti e le nuove produzioni che l’Azienda intende trasferire in città per sostenere uno dei siti farmaceutici europei tecnologicamente più all’avanguardia.

Infine l’ultima vertenza ricordata da Perrucci riguarda l’Eni-Versalis. L’annunciata fermata del cracking di Porto Marghera, per over-capacity di etilene, sembrerebbe un vantaggio per il cracking di Brindisi ma richiede attenta riflessione e approfondimento al fine di comprendere le prossime volontà di Eni sulla chimica di base e sugli interventi di riconversione che nel prossimo futuro potrebbero interessare il Petrolchimico brindisino.

Perrucci ha dato atto ad Eni-Versalis, ed alle altre aziende co-insediate come Enipower e ChemGas, dei sostanziosi investimenti in corso per ammodernare gli impianti e la rete elettrica. Così come ha ricordato che nella prossima fermata generale, salvo imprevisti dell’ultima ora, si porteranno a compimento importanti lavori tra i quali quello della messa in servizio della nuova Torcia a Terra. Per il Segretario generale Uiltec Brindisi è tuttavia necessario mettere in pratica tutto quanto previsto nel «Protocollo sulle relazioni industriali e sindacali insieme» sottoscritto con Eni. 

Sono tante le sfide da affrontare: dallo smartworking, al riconoscimento del diritto alla disconnessione, dalle regole del confronto nelle Commissioni di Emergenza Covid alle procedure da rispettare durante la fermata generale. Fra tutti la possibilità di somministrare i vaccini antiCovid ai dipendenti delle Aziende nella eventualità che ciò sia concesso dal Governo. Per la Uiltec Brindisi somministrare in tempi rapidi il vaccino anticovid ai lavoratori di queste aziende è una misura necessaria ed urgente considerando che durante i vari lockdown di questo anno pandemico proprio le stesse Aziende sono state dichiarate “essenziali” per il sistema Paese.

Dalla relazione di Perrucci sono emerse le continue polemiche nel dibattito pubblico del territorio sul mondo industriale. Alle già note questioni sollevate da Associazioni, di cui non si conoscono in maniera chiara e trasparente nomi e ruoli, si registrano amaramente anche le polemiche avviate dal mondo politico e delle Istituzioni. 

Fra tutte per la Uiltec Brindisi risulta inspiegabile l’atteggiamento del Comune di Brindisi spesso dedito a polemiche quando non ad azioni giudiziarie. Anche l’ultima dichiarazione sul ricorso al Tar contro l’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) di Eni-Versalis và in questa direzione, con relativo impegno economico delle esigue risorse comunali. Un atteggiamento per nulla in linea con quanto espresso dal Governo nazionale attraverso la firma del Ministro Cingolani che dovrebbe essere considerato un passo in avanti notevole visto che traccia l’obiettivo del potenziamento del monitoraggio ambientale attraverso un necessario accordo fra Azienda ed Enti preposti.

Il Sindacato apprezza, invece, la posizione espressa da Confindustria Brindisi attraverso l’avvocato Farina Valaori: non è più ammissibile accettare iniziative ideologiche, soggettive e arbitrarie contro un sistema industriale che continua ad essere l’unico settore che investe sul nostro territorio e che crea occupazione vera e dignitosa. Con questo atteggiamento è difficile trovare la strada del dialogo e della concretezza per rispondere alle esigenze di tanti nostri giovani e meno giovani, donne e uomini che continuano a rivendicare una opportunità lavorativa.

Nelle sue conclusioni dei lavori il Segretario Generale Paolo Pirani ha rimarcato l’importanza dell’Industria nel nostro Paese e la necessità di una sana Transizione Ecologica, necessaria a processi non più rinviabili come quello della decarbonizzazione. Un percorso che vuole contribuire a tracciare un futuro green non solo a Brindisi ed a Taranto ma per l’intera dorsale Appulo-lucana, rendendola un sistema economico competitivo ed integrato. Pirani ha ribadito la necessità di estendere il blocco dei licenziamenti fino alla fine della pandemia e di chiedere alla UE l’estensione dei fondi del Recovery Plan nel tempo, perché non siano considerate risorse “una tantum” viste le note difficoltà da parte di tutti i Paesi europei.

Sul tema dei vaccini il Segretario Pirani ha dichiarato «utile e virtuosa la possibile produzione italiana» così come si è espresso favorevolmente all’utilizzo di vaccini in azienda «purché si proceda preventivamente con un accordo con i Sindacati. Per dirla con una battuta – ha fatto sapere Pirani - noi preferiremmo che i lavoratori fossero vaccinati piuttosto che licenziati».  Per il Segretario Generale Uiltec non bisogna seguire quanto fatto in Lombardia in cui l’accordo è stato sottoscritto solo con la parte datoriale «perché si devono tutelare gli interessi di tutti, anche dei lavoratori. Nel nostro comparto sono alcune migliaia le aziende che hanno dato la loro disponibilità a fornire i loro spazi aziendali per favorire la velocizzazione della campagna vaccinale. E in alcuni casi ci sono stati già contatti con le Asl e con i comitati Covid paritetici aziendali, formati da sindacati e aziende per gestire l’emergenza Covid-19».

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