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"Cantiere Giovani non sarà la solita lista civica usa e getta"

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta indirizzata a Vittorio Bruno Stamerra, a firma di Andrea Pezzuto, candidato al consiglio comunale fra le file di “Cantiere Giovani”, lista a supporto del candidato sindaco Nando Marino

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta indirizzata a Vittorio Bruno Stamerra, a firma di Andrea Pezzuto, candidato al consiglio comunale fra le file di “Cantiere Giovani”, lista a supporto del candidato sindaco Nando Marino. 

Gent.mo Sig. Stamerra,

leggo sempre con grande attenzione i suoi interventi perché, da un decano del giornalismo locale quale lei è, non si possono che attingere ogni volta nuove e preziose conoscenze. Proprio perché ho grande stima di lei e le riconosco onestà intellettuale, mi  hanno lasciato stranito alcuni passaggi presenti nel suo ultimo editoriale. Procediamo con ordine.

Noi tutti siamo rimasti rammaricati nell’aver appreso che la discesa in campo dell’Uds si è rivelata una mera boutade (seppur orchestrata per nobili finalità), poiché mai come in questo momento storico la nostra città ha bisogno di trovare nuova linfa, utile ad irrorare le sue oramai rinsecchite foglie. 

Pur comprendendo, pertanto, il suo stato d’animo, non posso esimermi dal farle notare che, da un opinionista ecumenico come lei, mi sarei aspettato minor approssimazione e più attenzione in fase di giudizio. 

Nella sua analisi, infatti, si sofferma esclusivamente ad elencare pregi e difetti dei candidati alla carica di sindaco e dei relativi entourages che li affiancheranno. Mi permetto sommessamente di dissentire da questo tipo di analisi anacronistica, in quanto in Italia, e quindi a Brindisi, non vige una forma di governo monarchica od oligarchica, in cui il padrone decide per tutti, ma è in vigore una forma di democrazia rappresentativa, in cui il candidato sindaco funge semplicemente da coagulo per tutte le varie anime (dalle sensibilità affini ma disparate) della coalizione.

A tal proposito le porto l’esempio della lista a cui appartengo: “Cantiere Giovani”. Data la sua sensibilità verso noi giovani, le farà sicuramente piacere sapere che, al nostro interno, sono presenti esclusivamente ragazzi digiuni di politica (declinata nell’accezione negativa) i quali, per la prima volta - con incoscienza - hanno deciso di mettere a disposizione il loro tempo per mero senso di responsabilità e voglia di rivalsa. Piccola annotazione: lungi da me assurgere al ruolo di avvocato di Pino Marchionna, per dovere di cronaca, però, è giusto rendere edotti sul fatto che, senza “lo specialista della redazione di documenti e della individuazione di nuovi scenari” (che poi, a me pare un elemento qualificante più che una colpa), il nostro ambizioso, innovativo ed entusiasmante progetto non sarebbe nato. 

Per usare un termine a lei caro, è bene sottolineare che, proprio grazie alla volontà di quel politico di lunga data, si è riusciti a comporre una lista che non registra la presenza di alcun “transumante”. Ora, se il giornale dove lei scrive i suoi editoriali avesse ritenuto opportuno pubblicare l’articolo in cui presentavamo eziologia e progetti della nostra formazione, adesso non ignorerebbe che nel panorama politico locale si è affacciata una realtà che ben si acconcia, a mio avviso, con le sue speranze ed aspettative. Non deve trarla in inganno, infatti, il nostro collocamento nella coalizione guidata da Marino, perché è frutto proprio della volontà di avversare, dall’interno, logiche stantie che non vogliamo ci riguardino.

Sono d’accordo con lei sul fatto che, seppur Marino rappresenti il volto nuovo, alle sue spalle si è formata una coalizione non del tutto votata al cambiamento. Noi di “Cantiere Giovani” abbiamo scientemente deciso, per opportunità strategica, di collocarci lì in mezzo, sapendo bene di andare incontro a giudizi prematuri e sommari; questo proprio perché abbiamo una gran voglia di incidere e provare a cambiare lo stato delle cose dall’interno. Per quanto detto, pur ritenendo il dott. Marino una persona onesta, ci dichiariamo atarassici verso le suddette logiche di supporto personalistico e di schieramento. Noi, in maniera schietta, non ci sentiamo di garantire per nessun membro della coalizione, se non per ognuno dei partecipanti al nostro gruppo. La scelta di correre da soli in questa tornata elettorale ha sfiorato i nostri pensieri più volte: trovandoci al nostro fianco rappresentanti della vecchia politica, infatti, abbiamo temuto che la gente avrebbe incontrato difficoltà a riconoscerci come i fautori del cambiamento.

Paradossalmente, correndo da soli, la scelta sarebbe risultata più comoda perché avremmo ammiccato a quella fetta di cittadini stanca dei vecchi partiti ed avremmo così intercettato più facilmente il voto di protesta. Invece abbiamo voluto emulare i salmoni: abbiamo deciso di risalire il fiume controcorrente, consapevoli delle straordinarie qualità morali dei ragazzi che compongono la lista, perché sentivamo che il ruolo di “testimonianza” ci sarebbe andato stretto. Ci riteniamo lontani dalle vecchie logiche della politica, ma lo siamo anche dalle nuove che accompagnano il Movimento 5 Stelle, poiché siamo dell’avviso che, senza dialogo, è molto difficile riuscire ad ottenere risultati apprezzabili. In questo senso abbiamo accolto con grande entusiasmo la notizia del sostegno del Presidente della Regione Michele Emiliano, sicuri del fatto che, in un momento congiunturale come questo in cui sono in atto accorpamenti di enti vari, dove si discute dell’assegnazione dei Fondi Fesr 2014-2020 e sono in ballo problemi risolvibili esclusivamente con l’ausilio di Regione e Stato (vedi bonifiche, decarbonizzazione, riperimetrazione area SIN, ecc.), solo una collocazione politica privilegiata possa aiutare a realizzare i nostri obiettivi. 

In aggiunta vi è da riconoscere la grande intelligenza dimostrata dal dott. Marino, il quale, pur essendo a conoscenza della nostra non contrattabile volontà di indipendenza operativa, ha accettato di buon grado il nostro approccio critico ed allo stesso tempo costruttivo, mettendosi sin da subito a nostra completa disposizione.

Le uniche pregiudiziali che richiediamo per far parte del nostro progetto, sono: faccia pulita, attivismo, onestà ed amore per la città. Capisco che possa sembrare pleonastico o riduttivo, ma le assicuro che noi crediamo fortemente in questi ingredienti. Il nostro intento non è quello di mettere in piedi la solita lista civica “usa e getta”. Il nostro progetto vuole essere a lunga gittata e si prefigge l’obiettivo di aprire un grande cantiere dove poter lavorare e crescere tutti assieme per poter divenire, tra 5 anni, la nuova classe dirigente di questa città. Ce la metteremo tutta per far comprendere ai tanti scettici la forza prorompente insita nella nostra formazione politica.

Proveremo a trasformare Brindisi in una zona franca, dove la democrazia rappresentativa possa lasciare spazio a quella partecipativa. Vogliamo approcciarci con spirito di servizio, ponendoci come obiettivo quello di instillare un cambio di mentalità che possa contrastare il fatalismo. Tutto questo attraverso l’introduzione di buone pratiche, di nuove idee, alimentando la grande sete di informazione e partecipazione della cittadinanza, provando infine a disarcionare la coltre di apatia ed incuria che pervade la città. 

Dopo tutta questa filippica, il mio augurio è che il suo rammarico possa lasciare spazio alla speranza, la stessa che noi abbiamo di poter vivere in una Brindisi migliore e di poter guardare al futuro con meno ansia, senza dover essere costretti ad emigrare come molti nostri coetanei. 

Noi, senza presunzione, crediamo che con la nostra presenza non sia più costretto a privarsi del “piacere di tornare nei seggi ed esprimere un voto denso di valori, primo fra tutti quello della speranza.” Un’occasione gliela stiamo fornendo, sarebbe un peccato sprecarla sol perché abbiamo coraggiosamente scelto di agire come voce critica dall’interno piuttosto che comodamente dall’esterno, magari limitandoci, forti della de-responsabilizzazione, a discettare su tutto e tutti piuttosto che provare faticosamente a costruire qualcosa; siamo convinti che si possa recitare un ruolo di rottura anche dall’interno del “sistema”. 

Se non dovesse credere alla buona fede di decine di ragazzi per bene, preparati, digiuni di politica e scevri di transumanti, al suo rammarico si aggiungerebbe il nostro, perché non ci resterebbe che constatare che, coloro i quali si lamentano del “vecchio”, non hanno interesse a veder fiorire il “nuovo”, per ragioni che, sinceramente, sfuggirebbero alle nostre facoltà mentali.

La saluto cordialmente,
Andrea Pezzuto 

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