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La Pino D'Astore sfida gli altri candidati: "Confronto in piazza"

Lancia la sfida a tutti gli altri candidati alla carica di sindaco del Comune di Brindisi, e propone un confronto in piazza su alleanze, idee, progetti. Simona Pino D’Astore (una delle due donne in lizza, l’altra è Angela Carluccio), del Fronte civico brindisino, accusa la concorrenza di ospitare trasversalismi, riciclati, vecchie figure

BRINDISI – Lancia la sfida a tutti gli altri candidati alla carica di sindaco del Comune di Brindisi, e propone un confronto in piazza su alleanze, idee, progetti. Simona Pino D’Astore (una delle due donne in lizza, l’altra è Angela Carluccio), del Fronte civico brindisino, accusa la concorrenza di ospitare trasversalismi, riciclati, vecchie figure e interessi personali appena coperti da un velo di maquillage. Come portare alla luce del sole contraddizioni e menzogne? In un pubblico dibattito tra tutti gli aspiranti sindaco, non ci sono altre strade per Simona Pino D’Astore.

Per ora, oltre all’autrice della sfida, sono già in campo Nando Marino per il Pd e l’area di centro ufficiale composta da Udc ed Ncd; la già citata Angela Carluccio per la parte del Pd brindisino (che sarà inevitabilmente messa fuori dal partito all’atto ufficiale di presentazione delle liste) che sosteneva Consales contro le indicazioni delle segreterie regionale e provinciale, i centristi di Massimo Ferrarese e parte dei Conservatori e Riformisti; Riccardo Rossi alla testa del fronte composto da Sel, Nuova Sinistra e Brindisi Bene Comune; Nicola Massari per il centrodestra;  Antonio Carito per Italia Unica mentre c’è ancora il punto interrogativo per il candidato del Movimento 5 Stelle che ancora è in attesa di certificazione.

Al momento, tutti sono alle prese con la caccia ai candidati, invece, per le liste a sostegno. Ed è proprio qui che si stanno verificando quelle trasversalità e quelle transumanze su cui la Pino D’Astore spara a zero. La sua proposta sarà accolta? Troppo presto per dirlo. O troppo tardi, a seconda dei punti di vista. Tutto si è concentrato sui nomi ad effetto: di idee di città, di visioni profonde ed innovative, di progetti adeguati alle emergenze di Brindisi, infatti ancora non se ne è sentito parlare.  

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