Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cultura

Soprintendenza, lettera a Galan

BARI – L’assessore regionale all’Urbanistica, Angela Barbanente, stamani ha scritto una lettera al ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan, per chiedere il blocco della soppressione della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto.

BARI - L'assessore regionale all'Urbanistica, Angela Barbanente, stamani ha scritto una lettera al ministro dei Beni Culturali, Giancarlo Galan, per chiedere il blocco della soppressione della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto.

"A seguito di notizie pubblicate dalla stampa locale in merito alla possibile decisione di sopprimere la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto per iniziativa di codesto Ministero, e alla conseguente mobilitazione di autorevoli esponenti delle istituzioni locali e della società civile, la Giunta regionale della Puglia - scrive Angela Barbanente - è stata impegnata da un ordine del giorno votato all'unanimità dal Consiglio regionale il 28 giugno u.s. a porre in essere tutte le iniziative idonee a scongiurare tale eventualità".

"Merita rimarcare - sottolinea l'assessore regionale - che la presenza a Lecce di una sede della Soprintendenza è da considerarsi irrinunciabile per diverse ragioni: la ricchezza dei valori culturali e paesaggistici che si addensano nella terra salentina, l'accentuata articolazione del sistema insediativo e la capillare diffusione dei beni, la crescente consapevolezza locale dell'importanza strategica della conservazione di detti valori per uno sviluppo sostenibile e durevole del territorio e il conseguente incremento degli interventi di recupero del patrimonio.

Secondo Angela Barbanente, "da queste premesse consegue la necessità di muovere in direzione opposta rispetto a quella paventata, non solo mantenendo a Lecce la sede della Soprintendenza ma anche rafforzandola mediante l'inserimento di nuove qualificate professionalità, al fine di assicurare il migliore svolgimento delle attività di tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico alle quali essa è deputata".

La soppressione della Soprintendenza di Lecce non favorirebbe la collaborazione istituzionale: "Altrettanto evidente è che la collaborazione in materia tra Stato e Regione, nel rispetto delle rispettive competenze, sancita peraltro dagli artt. 5 e 112 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, non può esplicarsi efficacemente in assenza del supporto tecnico-scientifico fornito dalle sedi periferiche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che custodiscono un patrimonio di conoscenza ed esperienza difficilmente surrogabile".

Le difficoltà finanziarie del Ministero dei Beni culturali sono note, riconosce l'assessore Barbanente. Ma le conseguenze di una soppressione sarebbero anche costi maggiori: "Si immaginano le ragioni alla base della decisione: sono note le difficoltà finanziarie nelle quali versa il Ministero a causa della progressiva riduzione delle risorse a disposizione. Tuttavia, si ritiene che i costi non solo culturali e sociali ma anche economici derivanti dalla soppressione di un presidio di tutela nel territorio in questione sarebbero ben più elevati dell'immediato possibile, e comunque irrisorio, risparmio".

Quindi l'augurio che intervenga un ripensamento: "Tutto ciò si rappresenta, con l'auspicio che le informazioni in merito all'origine di tali notizie si rivelino infondate e, nella malaugurata ipotesi che invece siano corrette, che le ragioni addotte e le istanze manifestate dal territorio, delle quali l'intero Consiglio regionale della Puglia si è fatto interprete, possano - conclude Angela Barbanente - indurre a decisioni che non mortifichino un'area e una Regione che hanno particolarmente a cuore la salvaguardia del proprio patrimonio culturale e paesaggistico e stanno operando ogni sforzo per valorizzarlo sia per il progresso sociale delle popolazioni insediate sia per consolidare la crescita di flussi turistici che in Puglia, con punte di eccellenza proprio nel Salento, si è registrata negli ultimi anni in controtendenza rispetto al dato nazionale e a quello di altre regioni di più antica tradizione turistica".

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