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La calce, la storia, l'urbanistica e il Mediterraneo: convegno tra Lecce e Ostuni

OSTUNI – Si svolgerà tra Lecce e Ostuni, il 2 e 3 dicembre prossimi, il terzo convegno nazionale del Forum italiano calce, sul tema “Archeologia delle produzione, attualità dell’impiego”, in collaborazione con Ibam Cnr Lecce, Aipai (Associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale), Provincia di Lecce e Città di Ostuni. Evento di grande rilievo per una riflessione sugli utilizzi di una delle più importanti e antiche materie prime dell’area mediterranea e del Vicino Oriente, principale segno distintivo architettonico anche per il marketing turistico di questo inizio del terzo millennio, ma soprattutto elemento di una cultura che non va assolutamente dispersa.

OSTUNI - Si svolgerà tra Lecce e Ostuni, il 2 e 3 dicembre prossimi, il terzo convegno nazionale del Forum italiano calce, sul tema "Archeologia delle produzione, attualità dell'impiego", in collaborazione con Ibam Cnr Lecce, Aipai (Associazione italiana per il patrimonio archeologico industriale), Provincia di Lecce e Città di Ostuni. Evento di grande rilievo per una riflessione sugli utilizzi di una delle più importanti e antiche materie prime dell'area mediterranea e del Vicino Oriente, principale segno distintivo architettonico anche per il marketing turistico di questo inizio del terzo millennio, ma soprattutto elemento di una cultura che non va assolutamente dispersa.

Il comitato scientifico del convegno, composto da Angela Calia, Renato Covino, Paola Meloni, Antonio Monte, Elena Pecchioni, Giovanni Quarta, Andrea Rattazzi, e Rita Vecchiatini ha chiamato a confrontarsi sul tema un gruppo selezionato di urbanisti, studiosi, tecnici, imprenditori e ricercatori per rappresentare una gamma di esperienze unica. Si va dalla calce come finitura di superfici decorate nella tradizione leccese, all'uso nel centro storico di Gallipoli. Da un approfondimento sulle malte utilizzate nei cantieri di restauro in Puglia, a quelle utilizzate per il castello di Shayzar ad Hama, in Siria, alle prestazioni delle malte a cocciopesto del Palombaro di Matera.

Non mancheranno le visite, come quella alla Fornace Ungaro e l'incontro con produttori tradizionali come Cosimo e Domenico Melpignano a Ostuni, dove si svolgerà la seconda parte dei lavori programmati per il 2 dicembre. A fare gli onori di casa, il sindaco Domenico Tanzarella, poi un excursus che va dai colori del bianco nel Salento, alla cottura di una calcara nel comune di Lusiana (Vicenza), e al restauro delle stesse calcare del Covolo, sempre a Lusiana. Sino alle sperimentazioni di nuove malte per il pulpito di S. Leonardo in Arcetri a Firenze. Sempre a Ostuni, i produttori potranno illustrare le eccellenze di produzioni di calce nel Salento, prima di una cena buffet in masseria con piatti pugliesi.

Il 3 dicembre si riparte nuovamente dal Museo Castromediano di Lecce, ma con una relazione su El form de Raig di Barcellona, per passare al sistema informativo territoriale per la tutela delle fornaci della Val d'Agri (Potenza), alla interessante proposta di un disciplinare tecnico per l'invecchiamento del grassello di calce e all'illustrazione del rischio dovuto ai sali solubili , da mettere in contro per l'elaborazione di nuove malte idrauliche. Altri argomenti della seconda e ultima giornata del convegno, la conservazione e la valorizzazione delle calcare del Parco dell'Alta Murgia, un esempio applicativo di restauro di una antica fornace in Calabria, la produzione industriale in età alto-medievale nel Foro di Cuna, le calci tradizionali nel restauro di alcuni edifici storici in Toscana, il problema della tutela delle calcare nel Parco naturale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano (Le), ed infine una conversazione sul tema "Gli artigiani della calce figli di un dio minore?".

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