Farfalla notturna a rischio estinzione scoperta a Torre Guaceto

Si tratta del Limantride Laelia coenosa (Hübner), insetto legato esclusivamente alle aree umide. Da un anno Salvatore Bella, entomologo catanese, conduce un'attività di ricerca

Scoperta a Torre Guaceto la presenza di una farfalla notturna a rischio di estinzione. Si tratta del Limantride Laelia coenosa (Hübner), insetto legato esclusivamente alle aree umide e per il quale la Riserva rappresenta una delle poche stazioni italiane.  Questo è uno dei primi risultati ottenuti a conclusione dell’anno di studio delle farfalle notturne della zona umida di Torre Guaceto. 

L’attività condotta dal ricercatore Salvatore Bella, entomologo catanese, afferente al Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, Crea, in accordo con il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto ha avuto inizio nel dicembre 2018.  Le farfalle notturne, falene, costituiscono un importante gruppo di insetti, che annovera numerose centinaia di specie presenti in tutta Italia. Alcune di queste sono di grandi dimensioni, come la sfinge del convolvolo, ma la maggior parte sono di taglia media o piccola. 

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Diverse specie sono migratrici, e possono percorrere lunghe rotte tra le coste africane del Mediterraneo e l’Europa Settentrionale. 
Come è noto, la fase larvale di questi animali è rappresentata da bruchi, che sono tutti erbivori.   È frequente che una certa specie di falena abbia una particolare predilezione per una certa specie di pianta, ad esempio le cannucce di palude. E per capire l’importanza ecologica che rivestono questi insetti, basti pensare che, a loro volta, le farfalle notturne costituiscono una risorsa alimentare fondamentale per gli animali insettivori come gli uccelli passeriformi, le lucertole, i gechi ed i pipistrelli.  

Oggi, diverse specie di falena sono considerate rare o a rischio di estinzione, come il Limantride Laelia coenosa e, nonostante giochino un importante ruolo nell’ecosistema, la conoscenza scientifica di questi insetti è ancora incredibilmente scarsa, specialmente per quanto riguarda quelle che popolano le aree umide costiere dell’Italia Meridionale.  La letteratura scientifica internazionale è ormai concorde sul fatto che le falene siano importanti indicatori di qualità ambientale, ossia, alla presenza di un elevato numero di specie corrisponde un sistema ecologico salubre e ben gestito.  

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Per queste ragioni la ricerca condotta a Torre Guaceto punta a raggiungere due obiettivi principali: fornire un contributo alla conoscenza di questo importante gruppo di insetti attraverso lo studio di quelli che popolano la Riserva, sperimentare l’applicazione degli indicatori ecologici delle farfalle notturne nell’ambito del piano di monitoraggio della Riserva, ossia valutare lo stato di salute della popolazione di falene per avere contezza del livello di salubrità dell’area protetta.  

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“Torre Guaceto è una delle poche Riserve italiane ad aver attivato questo specifico campo di ricerca e va da sé che lo scopo dell’impegno Consorzio è quello del costante miglioramento degli standard gestionali dell’area protetta – ha commentato il presidente del Consorzio, Corrado Tarantino -, Infatti, nel prossimo periodo, tra le varie attività che verranno messe in campo, l’ente procederà con l’ampliamento della zona umida, l’habitat prediletto delle farfalle notturne e di tante altre specie animali. Ora, a lavoro sul campo concluso, non rimane che attendere che i dati raccolti portino ad evidenze scientifiche utili per una sempre maggiore tutela di Torre Guaceto e dei suoi abitanti”.

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