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Guardie mediche chiuse in 9 Comuni: sono a rischio violenze

La decisione necessaria, dice la Asl, per garantire incolumità del personale e dell'utenza. Garantite le prestazioni domiciliari

BRINDISI - In nove sedi della guardia medica della provincia di Brindisi non sarà più svolta l'attività ambulatoriale dalle 20 alle 22,30. Verrà assicurata quella domiciliare, come stabilito nella determinazione del dipartimento della Promozione della Salute della Regione Puglia.

La decisione è stata assunta per garantire sicurezza e incolumità del personale medico e della stessa utenza nelle seguenti sedi del Servizio di Continuità Assistenziale: Cellino San Marco, Erchie, Latiano, San Michele Salentino, San Pancrazio, San Vito dei Normanni, Torre Santa Susanna, Torchiarolo e Villa Castelli. 

Le prestazioni domiciliari saranno eseguite,  previo contatto telefonico e previa valutazione della necessità della visita domiciliare, sulla base del quadro clinico prospettato dall’utente, affidata all’autonomia professionale e decisionale del medico di continuità assistenziale attraverso il triage telefonico, già assicurate durante le ore notturne. 

Resta invariata l’attività ambulatoriale nei giorni prefestivi dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 15.30 alle 20.00, e nei giorni festivi dalle ore 8.00 alle 13.00 e dalle ore 15.30 alle 20.00. Nelle sedi non comprese nell'elenco, l’attività viene garantita come da norma. Sarà data tempestiva comunicazione del ripristino dell’ordinaria attività.

Chiudere dei servizi fondamentali per l'utenza nei centri della provincia dove non esistono ospedali o posti di primo soccorso è una decisione considerata grave dall'utenza. Ciò non farà altro che incrementare il ricorso ai pronto soccorso degli ospedali di Brindisi, Ostuni e Francavilla Fontana nella fascia serale. La definizione Servizio di continuità assistenziale perde ogni significato concreto: quante visite domiciliari riuscirà ad effettuare il medico di guardia? Queste le obiezioni.

La Asl di Brindisi non dice nel suo comunicato se ha ha fatto presente il problema della tutela dei posti di guardia medica al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica e ai sindaci interessati, per cercare soluzioni meno drastiche della chiusura delle stesse nelle fasce serali. Questa decisione contraddice ogni tesi, peraltro, sui livelli di sicurezza nel territorio provinciale: se non si può garantire quella di una guardia medica, evidentemente il problema non è trascurabile. 

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