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Lotta al Covid: la firma di una ricercatrice brindisina su uno studio tutto italiano

Pubblicata su una rivista scientifica una ricerca sulla medicina di precisione nell’ambito della terapia per Sars-CoV2

La genetista brindisina Tina Cafiero è il principale ricercatore investigator del primo studio tutto italiano che affronta la tematica della medicina di precisione nell’ambito della terapia per Sars-CoV2. Lo studio, pubblicato dalla rivista “Pharmacogenomics and Personalized Medicine” (rivista posizionata nel primo quartile, ovvero tra le riviste più accreditate nel mondo nella specifica disciplina) è stato promosso dai ricercatori dell'ospedale Moscati di Taranto in collaborazione con ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro cuore di Roma, dell’Università di Bari e dell'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, con il supporto della Società Italiana di Farmacogenetica. L’equipe, oltre alla brindisina Tina Cafiero, Genetista PhD in genetica Molecolare esperta in Farmacogenetica, è composta da Alessandra Micera, capo ricercatore laboratorio presso la fondazione Bietti ospedale San Giovanni di Roma, da Agnese Re, ricercatore presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma Policlinico Gemelli, e da Raffaele Palmirotta, ricercatore e medico genetista presso l'Università di Bari.

La ricerca consiste in uno studio di farmacogenetica “in silico” di tutte le varianti genetiche responsabili di maggiore efficacia o reazioni avverse a specifici farmaci usati in pazienti Covid -19 e che possono essere utilizzate come marcatori per una migliore gestione terapeutica dei pazienti. La farmacogenetica è un recente campo della ricerca biomedica e delle sue applicazioni cliniche e sta determinando un radicale cambiamento e sostanziale innovazione dell’approccio diagnostico e terapeutico in diverse patologie.

Articolo ricerca Covid-2

Considerando che un farmaco determina risposte diverse da individuo a individuo, la farmacogenetica individua le correlazioni tra alcune varianti genetiche di enzimi deputati al metabolismo dei farmaci e la capacità di metabolizzare gli stessi. Per comprendere il significato, "In Silico"  è  stato spiegato dal ricercatore principale, Tina Cafiero. Si tratta di una disciplina “comparsa di recente come nuova branca della ricerca scientifica, prevede l’uso di sistemi informatici e database, per prevedere fenomeni di natura chimico biologica. I sistemi in silico vengono quindi allo scopo di prevedere e convalidare nuove informazioni sulla base della comparazione, analisi ed interconnessione dei dati. Lo scopo del nostro lavoro è stato quello di fornire un esaustivo e facilmente interpretabile pannello di dati genetici da indagare e correlare alla risposta a specifici farmaci utilizzati per la terapia da infezione da Sars-CoV2”.  “Il prossimo passo della nostra ricerca - afferma Cafiero - è quello di capire come i pazienti covid gravi si differenzino dagli asintomatici e modulare ulteriormente il trattamento per i pazienti gravi. In attesa del vaccino è indispensabile intervenire con le armi che la scienza fino ad ora ci fornisce e trattare meglio possibile i pazienti covid per poterli salvare". 

Ricerca Covid-2

La Cafiero ha studiato al Policlinico Gemeli di Roma, dove si è specializzata in Genetica medica e ha conseguito il dottorato di ricerca in genetica molecolare. Dal 2004 sostiene Telethon, promuovendo, tramite incontri con gli studenti e partecipazioni a programmi televisivi, l’importanza della raccolta fondi a sostegno della ricerca. Da un anno e mezzo fa la spola fra Brindisi e l’ospedale Moscati di Taranto. La ricercatrice brindisina è inoltre l’ideatrice di un rivoluzionario test diagnostico che consente di valutare in tempi rapidi la composizione qualitativa e quantitativa dei batteri presenti all’interno dell’intestino. 

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