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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Tentato omicidio e porto abusivo di armi: un arresto e quattro obblighi di dimora

Un 30enne, già noto alle forze dell’ordine, è stato raggiunto da un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Brindisi

ORIA - Arresto per tentato omicidio e porto abusivo di armi nella notte a Oria. I carabinieri della locale stazione, unitamente ai colleghi di Francavilla Fontana, coordinati dal capitano Gianluca Cipolletta, hanno fatto luce su una rissa seguita dall’esplosione di colpo di arma da fuoco (pistola calibro nove) verificatasi in piazza Lorch a Oria il 5 luglio del 2020. Un 30enne del posto, Salvatore Schiavone, già noto alle forze dell’ordine, è stato raggiunto da un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Brindisi. Schiavone è assistito dall'avvocato Dario Budano. Nei confronti di altre quattro persone è stata emessa ordinanza di obbligo di dimora: si tratta di Davide Conte, 51enne nato a Torino e residente a Oria; Francesca Conte, 43enne nata a Francavilla Fontana e residente a Oria; Mattia De Taranto, 25enne nato a San Pietro Vernotico e residente a Oria; Cosimo De Taranto, 58enne nato e residente a Oria. Una sesta persona risulta indagata.

I fatti 

“Le indagini hanno permesso di accertare che nella notte del 5 luglio 2020, nel centro storico di Oria, per motivi di carattere familiare, era sorta un’animata discussione tra un 41enne ed una 43enne (fratello e sorella, ndr), nei confronti di un 25enne, che ben presto è degenerata in una vera e propria rissa con reciproche violenze fisiche”. Si legge in una nota della procura. 

“Durante la rissa si inseriva un gruppo di persone, tra cui un 58enne e 30enne entrambi di Oria, quest’ultimi due a difesa del più giovane. Alla base della vicenda vi era la burrascosa relazione sentimentale tra il 25enne e la figlia del 41enne citati. L’animata rissa veniva interrotta dall’arrivo di una pattuglia dei carabinieri allertata da numerosi cittadini”. 

Oltre due ore dopo, come risulta dalle indagini finora svolte, il 30enne destinatario della misura cautelare in carcere, da una distanza di circa 40 metri ha esploso colpi di pistola nei confronti del 41enne e della 43enne, che si trovavano sul marciapiede opposto, in via Manduria, colpendo il lunotto posteriore di una Fiat Punto in movimento con a bordo due giovani del luogo, estranei alla vicenda, “con il chiaro intento di colpirli mortalmente”. 

“La precisa ricostruzione degli investigatori ha consentito di accertare che la traiettoria dei colpi era certamente idonea a colpire al capo i due ragazzi suddetti e che l’evento, come evidenziato anche nell’ordinanza cautelare dal Giudice per le indagini preliminari, non si è verificato per pura fortuna”. Se non avessero colpito l'auto in marcia i proiettili (sul posto sono stati trovati cinque bossoli) avrebbero colpito gli organi vitali dei reali destinatari dei colpi. “L’attività d’indagine è stata particolarmente difficile anche e purtroppo per l’omertà manifestata dai potenziali testimoni oculari, probabilmente timorosi di eventuali ritorsioni da parte degli indagati. Ciò nonostante, le risultanze investigative ed i consistenti ed incontrovertibili elementi di prova raccolti hanno consentito di dimostrare la responsabilità del 30enne oggi arrestato, quale esecutore materiale in ordine al delitto di tentato omicidio e di porto illegale di arma da fuoco”. 

“In ordine alla rissa solo il 41enne riportava lesioni personali, giudicate guaribili in giorni dieci, mentre gli altri partecipanti non facevano ricorso a cure mediche. Le perquisizioni svolte non hanno consentito di ritrovare l’arma utilizzata”. 

La pistola utilizzata non è stata trovata, anche per questo il gip Tea Verderosa ha disposto la misura cautelare in carcere. 

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