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Domenica, 16 Gennaio 2022
Ambiente

Ecosistemi urbani: a Brindisi l'aria è buona, ma le politiche ambientali sono da fondo classifica

BRINDISI – Guadagna nove posizioni rispetto alla classifica del 2009 e si piazza al 61mo posto su 103 capoluoghi di provincia nella graduatoria 2010 degli ecosistemi urbani, con 48,61punti sui 49,36 della media nazionale, ma restano ancora molte ombre sulla governance dell’ambiente da parte dell’ente locale. Sono le due facce della medaglia per la città di Brindisi, secondo i dati pubblicati oggi dal “IlSole24Ore” della diciassettesima indagine annuale condotta da Legambiente e Ambiente Italia. L’analisi conferma ciò che era emerso già negli anni precedenti, e cioè che a Brindisi l’aria è pulita, ma che bisogna invece fare molto di più sul piano della fruibilità del verde pubblico, della mobilità urbana, delle isole pedonali e della raccolta differenziata, mentre risulta paradossale il 4 riportato in materia di eco-management dell’ente locale e lo zero nell’impiego delle energie alternative per usi pubblici in un territorio già invaso da impianti a energia solare ed eolica.

BRINDISI - Guadagna nove posizioni rispetto alla classifica del 2009 e si piazza al 61mo posto su 103 capoluoghi di provincia nella graduatoria 2010 degli ecosistemi urbani, con 48,61punti sui 49,36 della media nazionale, ma restano ancora molte ombre sulla governance dell'ambiente da parte dell'ente locale. Sono le due facce della medaglia per la città di Brindisi, secondo i dati pubblicati oggi dal "IlSole24Ore" della diciassettesima indagine annuale condotta da Legambiente e Ambiente Italia. L'analisi conferma ciò che era emerso già negli anni precedenti, e cioè che a Brindisi l'aria è pulita, ma che bisogna invece fare molto di più sul piano della fruibilità del verde pubblico, della mobilità urbana, delle isole pedonali e della raccolta differenziata, mentre risulta paradossale il 4 riportato in materia di eco-management dell'ente locale e lo zero nell'impiego delle energie alternative per usi pubblici in un territorio già invaso da impianti a energia solare ed eolica.

Insomma, ciò che pesa positivamente deriva da quanto - autonomamente o sotto la spinta dei movimenti - hanno fatto i grandi gruppi industriali piuttosto che le politiche locali sulla qualità dell'ambiente urbano, considerando che i due progetti di parchi cittadini varati dal Comune sono fermi, che l'unica Ztl è sottodimensionata, che non esiste un'isola pedonale vera e propria, che l'uso dei mezzi pubblici è molto limitato, che il bike-sharing si affaccia appena adesso mentre langue la costruzione delle due mini-fermate di Trenitalia all'ospedale Perrino e alla Cittadella della Ricerca. In fase di (contrastata) evoluzione la razionalizzazione della raccolta dei rifiuti solidi urbani e l'incremento della raccolta differenziata.

Aria - Ma vediamo punto per punto la posizione di Brindisi nelle graduatorie dei singoli indicatori utilizzati per il monitoraggio. Per le concentrazioni di polveri sottili PM 10 Brindisi si trova addirittura nella top ten delle città con la migliore qualità dell'aria, all'ottavo posto tra Trieste e Bolzano. Per i biossidi di azoto è addirittura al sesto posto, preceduta sorprendentemente da Taranto. Per il rischio ozono è al 36mo posto su 103 capoluoghi.

Acqua - I brindisini riguardo i consumi d'acqua procapite sono risparmiosi: si trovano all'11mo posto in Italia tra le città virtuose. Ma la città cade a metà classifica (67mo posto) se si considerano i consumi per usi civili, industriali e agricoli. Risulta buona la capacità di depurazione dei reflui: il 98 per cento e la collocazione nel gruppo delle città che si trovano al 20mo posto in graduatoria.

Auto e trasporti - Come numero di auto per abitanti Brindisi ha uno degli indici più bassi: è 23esima con 59 veicoli ogni 100 abitanti. E undicesima come numero di moto per abitante: solo 8 su 100. Ma i mezzi pubblici vengono usati pochissimo, e questo è un dato su cui riflettere e costruire i futuri assetti urbani, per non ritrovarsi "città d'auto" piuttosto che "città d'acqua". Su questo punto l'analisi si suddivide per categorie di città: in quella dei capoluoghi di medie dimensioni, Brindisi è penultima per il numero di viaggi procapite su mezzo pubblico (40esima su 41 città). Anche se per disponibilità di mezzi pubblici si trova non in fondo ma al 28mo posto sempre su 41 città medie. Tutto ciò si assomma in un bruttissimo voto per la mobilità sostenibile: Brindisi si trova nel gruppo dei capoluoghi dal 90esimo posto in giù, la peggiore in Puglia.

Verde pubblico e isole pedonali - Il verde pubblico fruibile per abitante è un indicatore che precipita Brindisi all'89mo posto su 103 città. Peggio in Puglia Bari e Foggia ma ciò non può essere fattore di consolazione. La cosa incredibile è che Brindisi ha una percentuale di verde sul totale delle aree comunali che la colloca invece al 28mo posto in Italia. Il problema della governance degli spazi destinati al miglioramento della qualità della vita si nota nello zero ( e nel 92mo posto) per le isole pedonali, e nel 70esimo posto per le zone a traffico limitato (Ztl). Indice di ciclabilità - grazie alla sola corsia parallela alla strada dei Pittachi - di 2,08 metri ogni 100 abitanti, e 68mo posto in graduatoria.

Consumi energetici - Un numero di auto ogni cento abitanti non elevatissimo, abbiamo visto, ma i brindisini risultano essere tra i più smanettoni in Italia perché non usando il mezzo pubblico usano molto auto e moto, quindi il consumo procapite di benzina e gasolio è di 423 litri l'anno (in graduatoria, 58mo posto). Consumano invece meno elettricità per usi domestici: 1064 kilowattora/anno per abitante, e col 24mo posto sono tra le 30 città più virtuose. Sull'impiego del fotovoltaico per illuminazione e riscaldamento degli edifici pubblici (pannelli installati sugli edifici comunali) il Comune non ha inviato dati. Quindi per la sintesi riguardante le politiche basate su risparmio energetico e fonti innovabili, Brindisi risulta al 97mo posto su 103 con 0 punti.

Rifiuti - Basterà, per consolarsi, il dato dichiarato di differenziata (il 23 per cento), e il fatto di essere i primi in Puglia per questo indicatore? Si tratta pur sempre, però, di uno dei risultati più bassi (71mo posto nella graduatoria delle città). I brindisini, poi, sono tra gli italiani che producono più rifiuti procapite: 620,5 chili per abitante (70esimo posto in graduatoria, la città che produce meno Rsu è Belluno, al primo posto con 399,2 chili).

Politiche ambientali pubbliche e private - C'è un problema di certificazioni ambientali che riguarda sicuramente in misura maggiore le piccole e medie imprese: infatti su questo punto Brindisi è al 77mo poso nel rapporto tra certificazioni Iso 14001 per mille abitanti, con 1,87. Ravenna, che è la prima città in questa specifica graduatoria, tocca un indice di 7,08. Per pianificazione ambientale, in base all'indice sintetico di Agenda 21, Brindisi è solo al 73mo posto pur essendo un'area tra quelle considerate ad alto rischio, e quindi maggiormente interessata a progettazione partecipata, piani locali e bilanci mirati sul riequilibrio. Infatti anche per l'indicatore di nicchia dell'eco-management (il ricorso del Comune a strumenti sostenibili per la propria attività come auto ecologiche o carta riciclata, o raccolta differenziata negli uffici) il voto è un bel 4 da condividere con Taranto assieme all'82mo posto. E per capacità di risposta (schede evase) a questa ultima campagna di monitoraggio di Legambiente - Ambiente Italia, Brindisi ha ricevuto 69 punti che le assegnano l'84mo posto su 103.

Molte tra le indicazioni riportate oggi dal "IlSole24Ore" sono corrispondenti alla situazione reale. Pur considerando i progetti e le politiche in itinere, va detto che procedono a rilento, forse non solo per responsabilità del Comune, e si traggono indicazioni utili per costruire e orientare una nuova governance dei servizi e degli assetti urbani. Speriamo che le solite polemiche che non mancheranno nelle prossime ore non servano a eludere il dato politico del problema. Anche i movimenti ambientalisti riflettano su come allargare di contenuti e scopi la propria attività.

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