In piazza per dire “No al Petrolio”

FASANO - Dopo Monopoli e Ostuni anche Fasano è scesa in piazza per affermare ad alta voce “No al petrolio”. In centinaia hanno animato stamane il corteo “pro ambiente” che a partire dalle ore 9 ha attraversato le principali vie centro, per poi convergere nella principale piazza cittadina.

Il corteo per dire "No al petrolio"

FASANO - Dopo Monopoli e Ostuni anche Fasano è scesa in piazza per affermare ad alta voce "No al petrolio". In centinaia hanno animato stamane il corteo "pro ambiente" che a partire dalle ore 9 ha attraversato le principali vie centro, per poi convergere nella principale piazza cittadina.

L'iniziativa - promossa dagli ambientalisti, in difesa del territorio e a sostegno di uno sviluppo economico compatibile con la vocazione turistica ed agraria della realtà pugliese - ha visto la partecipazione degli studenti ma anche di tanta gente comune. Alla manifestazione, cui ha aderito anche il Comune di Ostuni, hanno preso parte, tra gli altri, i comitati "No Petrolio" di Monopoli e Ostuni.

Alla conclusione della marcia ambientalista, hanno tenuto banco gli interventi dei rappresentanti di tutti gli enti che si stanno battendo per evitare lo scempio della trivellazioni lungo le coste del sud barese e del nord brindisino. Sul palco anche il sindaco di Fasano, Lello Di Bari, e l'assessore alle Opere pubbliche, Fabiano Amati. "Siamo con la gente e gli studenti, contro le ricerche petrolifere autorizzate al largo della costa tra Bari e Brindisi. Tali attività rappresentano un grave rischio per una delle coste più pregiate dell'intera regione e meta di un crescente flusso turistico", hanno dichiarato entrambi, sottolineando il peso della recente sentenza del Tar.

"Il procedimento di compatibilità ambientale - hanno rilevato i giudici - è culminato nella adozione di provvedimenti ministeriali che sembrano avere disatteso alcuni considerevoli profili di criticità. E l'elenco è circoscritto: mancata convocazione di un rappresentante designato dalla Regione Puglia per la composizione della commissione tecnica di verifica d'impatto ambientale, omessa considerazione del carattere inquinante della tecnica di ricerca geofisica con gli "air-gun", non adeguata considerazione degli effetti pregiudizievoli sulle specie marine, omessa valutazione dei pregiudizi che l'attività di ricerca petrolifera può produrre alle attività produttive e alla la vocazione del territorio costiero come pesca, turismo e balneazione".

Una sospensiva, quella sancita dalla Sezione di Lecce del Tribunale amministrativo, che non è ancora un annullamento, ma spiana la strada verso una soluzione positiva per le comunità locali che continuano a manifestare in difesa del "mare nostrum".

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