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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Ambiente

No al carbone: presentato esposto in procura contro Enel

BRINDISI – “Non siamo un fenomeno e chiediamo di essere ascoltati”. Il Comitato No al carbone ha consegnato martedì scorso alla procura della Repubblica di Brindisi, le tremila firma raccolte nei venti comuni brindisini, per chiedere l’apertura di un’inchiesta che possa chiarire il reale impatto ambientale che la centrale Enel di Cerano ha su aria, acqua e terreno. L’impianto della Federico II infatti, è considerato uno tra i più climalteranti d’Europa.

BRINDISI - "Non siamo un fenomeno e chiediamo di essere ascoltati". Il Comitato No al carbone ha consegnato martedì scorso alla procura della Repubblica di Brindisi, le tremila firma raccolte nei venti comuni brindisini, per chiedere l'apertura di un'inchiesta che possa chiarire il reale impatto ambientale che la centrale Enel di Cerano ha su aria, acqua e terreno. L'impianto della Federico II infatti, è considerato uno tra i più climalteranti d'Europa.

Tutti i dati e gli studi scientifici di Arpa, Asl e Ordine dei medic,i oltre che la stessa ordinanza del 2007 con cui il sindaco Domenico Mennitti vietava la coltivazione dei terreni nei pressi dell'insediamento industriale, sono stati allegati all'esposto presentato al procuratore capo Marco Dinapoli e, secondo i rappresentanti del comitato, meritano tutta l'attenzione possibile per evidenziare possibili relazioni tra le patologie (come tumori, leucemie, e allergie) che in questi anni sono aumentate e le emissioni in atmosfera della centrale.

"Non abbiamo fatto fatica a raccogliere queste firme perché la popolazione si pone le nostre stesse domande - spiega Daniele Pomes del comitato No al carbone - è giusto che anche le istituzioni sappiano che i brindisini sono attenti a quello che si fa e, soprattutto, a quello che non si fa". Con un riferimento chiaro alle convenzioni energetiche, gli ambientalisti hanno ribadito che quelle percentuali del 15%, proposte ad Enel nell'incontro dello scorso ottobre dagli enti locali e dalla Regione, relative alle riduzioni delle emissioni, non bastano.

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