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Ok della procura al piano Polimeri Europa, restituite le torce sotto inchiesta

BRINDISI - La procura di Brindisi da stamani ha restituito a Polimeri Europa l'uso del sistema delle torce di emergenza, a fronte del piano di riconduzione a norma dello stesso impianto presentato dalla società del gruppo Eni nei giorni scorsi. Il progetto è stato valutato positivamente dal consulente tecnico del pm Antonio Negro, che conduce le indagini sull'impiego abituale delle torce per la combustione dei residui di lavorazione (gas e fluidi vari), materiali, secondo una applicazione innovativa della norma fatta dalla stessa procura brindisina, considerati a tutti gli effetti come rifiuti, quindi anche dal punto di vista autorizzativo.

BRINDISI - La procura di Brindisi da stamani ha restituito a Polimeri Europa l'uso del sistema delle torce di emergenza, a fronte del piano di riconduzione a norma dello stesso impianto presentato dalla società del gruppo Eni nei giorni scorsi. Il progetto è stato valutato positivamente dal consulente tecnico del pm Antonio Negro, che conduce le indagini sull'impiego abituale delle torce per la combustione dei residui di lavorazione (gas e fluidi vari), materiali, secondo una applicazione innovativa della norma fatta dalla stessa procura brindisina, considerati a tutti gli effetti come rifiuti, quindi anche dal punto di vista autorizzativo.

E' implicito che il sistema delle torce di emergenza di Polimeri Europa, che sono esattamente cinque inclusa quella del cracker, dovrà essere utilizzato esclusivamente in casi di avarie o black-out e non più come termodistruttore dei rifiuti delle lavorazioni. le torce inoltre dovranno essere dotate di strumentazione idonea a misurarne le emissioni sia dal punto di vista quantitativo che di analisi delle componenti, nonchè di sensori che indentifichino i flussi delle materie immesse dagli impianti in caso di blocco. In attesa di conoscere nelle prossime ore il dettaglio delle prescrizioni, si potrebbe anticipare - secondo notizie raccolte presso fonti attendibili - che Polimeri Europa avrà 18 mesi di tempo per completare i lavori, e dovrà depositare una cauzione di sei milioni di euro.

In procura si resta in attesa della presentazione di un analogo piano anche da parte di Basell, la società americana coinsediata nel Petrolchimico consortile di Brindisi, che utilizza un sistema di emergenza di due torce una delle quali già corrispondente, secondo l'azienda, ai dettami delle più avanzate tecnologie. Ma questo dovrà essere stabilito sempre dal pm e dal suo consultente tecnico se e quando il progetto sarà presentato. Basell avrebbe tuttavia informato i sindacati dell'intenzione di procedere secondo quanto previsto dal decreto di sequestro conservativo posticipato (di 20 giorni rispetto alla notifica).

Anche se le due società procederanno alla riconduzione a norma degli impianti, ciò non servirà però ad estinguere un processo per varie violazione ambientali, quelle rilevate nel corso delle indagini di polizia giudiziaria e del monitoraggio condotto per circa due anni dalla Digos di Brindisi, ed evidenziate nella relazione del perito incaricato dal pm Antonio Negro. La procura, inoltre, non ha affatto escluso che vi possano essere elementi di rilevanza penale anche sul piano dell'impatto di emissioni non autorizzate sulla salute dei cittadini. Ma questo è un altro e ben più complesso discorso in una realtà come quella italiana dove recentemente il ministro dell'Ambiente, Stefani Prestigiacomo, ha fissato per decreto limiti di benzopirene nelle emissioni industriali molto superiori a quelli previsti dalla normativa europa. Quasi una sorta di salvacondotto per grandi gruppi come l'Ilva.

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