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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Ambiente

Salute a Brindisi, interpellanza Pd

ROMA - Martedì 2 luglio è stata depositata alla Camera dei Deputati un’interpellanza urgente rivolta al Ministro dell’Ambiente ed al Ministro dello Sviluppo Economico per avere informazioni circa la situazione dell'inquinamento in provincia di Brindisi.

ROMA - Martedì 2 luglio è stata depositata alla Camera dei Deputati un'interpellanza urgente rivolta al Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed al Ministro dello Sviluppo Economico per avere informazioni circa la situazione dell'inquinamento in provincia di Brindisi ed i suoi impatti sulla salute dei cittadini. La prima firma dell'interpellanza è della deputata brindisina del Pd Elisa Mariano, seguono poi le firme di ben 29 deputati del Pd (tra cui buona parte della delegazione democratica pugliese).

Si tratta degli onorevoli Alessandro Bratti, Teresa Bellanova, Salvatore Capone, Franco Cassano, Raffaella Mariani, Antonio Decaro, Dario Ginefra, Siro Marrocu, Laura Garavini, Colomba Mongiello, Liliana Ventricelli, Gero Grassi, Giovanna Martelli, Michele Pelillo, Andrea Giorgis, Michele Bordo, Chiara Braga, Alessandro Mazzoli, Umberto Marroni, Davide Mattiello, Michela Marzano, Leonardo Impegno, Francantonio Genovese, Micaela Campana, Sabrina Capozzolo, Antonio Boccuzzi, Alessia Rotta, Tommaso Ginoble e Ivan Scalfarotto. Ai quesiti il Governo risponderà la settimana prossima.

"La vicenda di Taranto - commenta la Mariano - sta insegnando a noi tutti che non ci si può occupare in modo efficace di tutela dell'ambiente se non si valutano attentamente le ricadute sul piano sanitario dell'inquinamento prodotto negli anni." Dichiarata già dal 1990 "Area ad elevato rischio di crisi ambientale" e nel 1997 Sito di interesse nazionale per interventi di bonifica al pari di Taranto, Brindisi ed i comuni circostanti vivono una situazione ambientale assimilabile, per gravità, a quella del capoluogo jonico.

A Brindisi, si legge nell'interpellanza, operano un imponente polo chimico ed il più grande polo energetico nazionale in cui spicca la centrale a carbone Federico II Enel spa, con la produzione di circa 12 milioni e mezzo di tonnellate di CO2 nel 2012 ed una quantità di carbone movimentata e bruciata pari a circa 5/6 milioni di tonnellate, ad oggi ancora trasportato da un nastro scoperto lungo 12 km. Dal 2007, poi, nei terreni limitrofi alla centrale termoelettrica a carbone Enel Federico II ed ai 12 chilometri del suo nastro trasportatore è fatto divieto di coltivare prodotti alimentari, mentre nell'area attorno alla discarica Micorosa, nei pressi del Petrolchimico di Brindisi, vi è l'interdizione totale a causa dell'elevato tasso di inquinamento dei terreni.

"L'industrializzazione di Brindisi, avviata negli anni '60 ha prodotto un gravissimo inquinamento di suolo, falde e aria". Per questo gli interpellanti hanno innanzitutto chiesto ai Ministri cosa intendano fare per migliorare le condizioni ambientali e sanitarie del territorio brindisino e più nello specifico se, a fronte delle enormi quantità di CO2 emesse dalla Centrale termoelettrica di Cerano, non ritengano opportuno prevedere una drastica riduzione della quantità di carbone o una parziale metanizzazione della stessa centrale, quali siano le intenzioni del governo sul futuro della centrale Edipower A2A Brindisi Nord; se non sia il caso di mettere in atto quel "sistema di monitoraggio integrato globale" previsto dalle convenzioni energetiche del 1996; e soprattutto se lo stesso governo non ritenga di dover mettere in atto gli studi, suggeriti dal Progetto Sentieri, di approfondimento sulla salute del brindisini.

"In Puglia - aggiunge Elisa Mariano - non esiste solo la gravissima situazione di Taranto. Tutti gli studi epidemiologici sin qui condotti, indicano criticità tali da giustificare una valutazione del danno sanitario anche per la realtà brindisina, come prevede l'ottima legge della Regione Puglia, e proprio pochi giorni fa l'Arpa Puglia, che conduce tali approfondimenti con pregevole professionalità e grande impegno, ha confermato la necessità di procedere con questo tipo di valutazione. Ad esempio a Brindisi, le malformazioni congenite nei neonati sono superiori del 18% rispetto al dato Eurocat, mentre è addirittura del 67% l'eccesso rilevato per le malattie cardiovascolari. Questo dato è importante perché l'eccesso di malformazioni congenite è in grado di dimostrare l'attualità del danno sanitario."

 

 

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