Una rotatoria cancellata sotto i rifiuti

BRINDISI – Alla fine di via Alfredo Nobel, alla zona industriale di Brindisi, superata la Peritas, ci dovrebbe essere una rotatoria per l’inversione di marcia e a servizio dei lotti Asi non ancora utilizzati. Lo dice un segnale stradale, lo dicono le immagini satellitari e le carte topografiche. Ma ci hanno pensato i soliti ignoti, progressivamente, a cancellarla dalla faccia della terra, sotto una massa enorme di inerti provenienti da lavori edili. A Brindisi oramai si possono cancellare impunemente anche tratti di strada.

La rotatoria che non esiste più

BRINDISI – Alla fine di via Alfredo Nobel, alla zona industriale di Brindisi, superata la Peritas, ci dovrebbe essere una rotatoria per l’inversione di marcia e a servizio dei lotti Asi non ancora utilizzati. Lo dice un segnale stradale, lo dicono le immagini satellitari e le carte topografiche. Ma ci hanno pensato i soliti ignoti, progressivamente, a cancellarla dalla faccia della terra, sotto una massa enorme di inerti provenienti da lavori edili. A Brindisi oramai si possono cancellare impunemente anche tratti di strada.

Nessuno ha mai dato la caccia a questa gente, capace di riempire anche aree cimiteriali con gli scarti di cantieri edili, di laboratori artigiani e di officine. Questo non è un territorio privo di discariche autorizzate e centri di raccolta specializzati. A duecento metri dalla rotatoria sepolta c’è un impianto di frantumazione inerti della Nubile Srl, ad esempio. Ma gli autori dell’ennesimo insulto al territorio non si sono neppure posti il problema di spendere un centesimo per smaltire secondo le prescrizioni di legge i rifiuti da essi stessi prodotti.

Le discariche abusive stanno diventando una piaga per Brindisi, per le sue periferie e per le sue campagne. Il territorio non è controllato, nessuno viene colto sul fatto e punito in maniera esemplare con una denuncia penale ed una sanzione amministrativa proporzionata al danno. E nessuno, nel contempo, bonifica. Il Consorzio Asi sa dell’esistenza nella zona industriale di sua competenza di questi buchi neri che inghiottono ogni forma di legalità nella gestione degli inerti?

Perché non si utilizzano le telecamere del nuovo impianto di videosorveglianza (dovrebbero esistere, secondo i cartelli installati in tutta l’area, anche nei pressi della rotatoria che non c’è più). Gli inquinatori commettono crimini esattamente come i ladri. Oppure bisogna giustificare sempre tutto e tutti, in questa città, per poi parlare a vanvera di legalità in ogni occasione utile?

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