La vertenza del 118 diventa regionale

BARI – La vertenza degli operatori del 118 diventa regionale: dopo un incontro tenutosi a Molfetta, le federazioni nazionali nonchè i consorzi, i coordinamenti e comitati regionali chiedono che si giunga ad una firma tra Regione e Asl per internalizzare i volontari. La protesta, oramai divenuta permanente, dei volontari-lavoratori del 118 di Brindisi, intanto non si placa.

Operatori del 118 in azione

BARI - La vertenza degli operatori del 118 diventa regionale: dopo un incontro tenutosi a Molfetta, le federazioni nazionali nonchè i consorzi, i coordinamenti e comitati regionali chiedono che si giunga ad una firma tra Regione e Asl per internalizzare i volontari. La protesta, oramai divenuta permanente, dei volontari-lavoratori del 118 di Brindisi, intanto non si placa.

Tutti i giorni, dalla mattina alla sera, gruppi di volontari del 118 stazionano dinanzi la sede amministrativa della Azienda Sanitaria Locale al quartiere Casale. Vogliono avere gli stessi diritti di qualsiasi altro lavoratore, non chiedono altro. E ieri 7 gennaio tutti i presidenti delle associazioni regionali del servizio emergenza/urgenza 118 si sono riuniti a Molfetta per discutere della situazione di stallo in cui versa il 118.

"Le associazioni di volontariato storicamente impegnate in tale delicato servizio - scrivono i presidenti nella lettera indirizzata all'assessore regionale alle Politiche della Salute, Ettore Attolini, e alle Direzioni Generali della Asl di Bari, Bat, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto - si dichiarano senza indugio favorevoli ad ogni ipotesi di internalizzazione del Servizio e, quindi, di stabilizzazione del personale dipendente e volontario attualmente in capo ai singoli sodalizi".

I volontari coprono turni di lavoro che oltrepassano anche l'orario consentito (8 ore), a volte si arriva a coprire anche 12, 13 e 14 ore. "Riteniamo altresì utile ribadire che già in sede di tavolo tecnico regionale, - si legge ancora nella missiva - i cui lavori hanno dato origine al Dgr 1479/2011, era stata affermata l'opportunità che la Regione supportasse l'ipotesi di estendere ad 8 unità il numero dei dipendenti per ogni postazione del Set 118, delineando in tal modo un processo virtuoso che avrebbe nel medio periodo portato alla completa internalizzazione del servizio. Detta ipotesi, purtroppo, non è stata accolta dalla Regione per ragioni strettamente correlate al piano di rientro in atto".

Le associazioni regionali che gestiscono attualmente il servizio del 118 chiedono alla Regione Puglia che si arrivi quanto prima ad una conclusione, che si chiarisca quale percorso s'intende intraprendere "anche in considerazione della programmazione posta in essere da ogni singolo sodalizio, proprio in virtù delle innovazioni tecnico/strumentali introdotte dalla richiamata Dgr 1479/2011; tali innovazioni, infatti, hanno determinato ingenti investimenti operati dalle stesse", si legge infine nella lettera.

I firmatari della lettera sono Domenico Galizia presidente dell'Anpas -Comitato Regionale Puglia, Gianfranco Gilardi Misericordie - Confederazione Regionale Puglia, Domenico Galizia Consorzio Emerpuglia Bari, Vito Fato presidente del Coordinamento Associazioni Provincia Bat, Pietro Fumarola del Cotes Brindisi, Antonio Marotta Cotes Foggia, Giovanni Tritto Cotes Lecce e Pasquale Pastore presidente del Consorzio Emergency Taranto.

La lotta del 118 di Brindisi è sostenuta dalla Fp Cgil Brindisi attraverso il segretario generale Antonio Macchia. Lo stesso per giovedì 10 gennaio prossimo ha organizzato un pullman che partirà in mattinata da Brindisi con i volontari del 118 per raggiungere la sede della Regione Puglia per una manifestazione pacifica e sollecitare un incontro con l'assessore regionale Ettore Attolini.

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