"Ospedali religiosi, intervenire subito"

Nubi nere sulle enti ospedalieri ecclesiastici anche in Puglia, dopo le tempeste in atto in Lombardia e nel Lazio. La situazione pugliese non raggiunge quei livelli ma, dice il capogruppo del Pd al consiglio regionale, Giuseppe Romano, la preoccupazione è forte e richiede interventi. Ecco quali.

Giuseppe Romano

Nubi nere sulle enti ospedalieri ecclesiastici anche in Puglia, dopo le tempeste in atto in Lombardia e nel Lazio. La situazione pugliese non raggiunge quei livelli ma, dice il capogruppo del Pd al consiglio regionale, Giuseppe Romano, la preoccupazione che la sanità regionale pugliese possa perdere le eccellenze racchiuse in queste strutture è forte. La principale emergenza oggi è quella del "Miulli" di Acquaviva delle Fonti, i cui amministratori - secondo voci insistenti - potrebbero portare da qui a breve i registri in tribunale per chiedere un con cordato fallimentare. Sembra lontano da una crisi, invece, l'ospedale "Panico" di Tricase, mentre non sono al punto critico i problemi per un altro ospedale di punta della regione, quello di San Giovanni Rotondo.

"Non ho notizie precise circa la possibilità che la situazione finanziaria del 'Miulli' possa sfociare nella richiesta di un concordato", dice Giuseppe Romano. "Sono voci che ho raccolto anche io, ma non vi è alcuna ufficialità. Una ipotesi del genere però aprirebbe una periodo di tensione sociale sia per il personale sanitario, ausiliario e amministrativo di questa struttura, che per i fornitori". In attesa degli eventi, però, quali riflessioni si possono fare sulla crisi degli enti ospedalieri religiosi, che comunque è latente?

"Il rischio principale - spiega Romano - è proprio di perdere le eccellenze. Una crisi potrebbe scatenare la diaspora delle elevate professionalità che operano in questi ospedali verso la sanità privata. E questo sarebbe un danno grave per la sanità pubblica pugliese, senza ombra di dubbio. Quindi oggi la nostra preoccupazione è come intervenire, perché la Regione può fare solo alcuni passi, il resto, la parte più importante, devono farla il Parlamento e il governo nazionale proprio alla luce di una crisi già pesantissima come quella in atto nel Lazio e in Lombardia".

Grazie all'esito di una ricorso della Regione Puglia al Consiglio di Stato, è stato possibile risolvere il problema del debito di alcuni ospedali ecclesiastici sino al 2008, e anche sul debito strutturale la Regione Puglia può fare qualcosa, ad esempio, acquistando prestazioni di eccellenza che gli ospedali religiosi possono garantire. Tuttavia, dice sempre il capogruppo del Pd, anche se ciò aiuterebbe a pareggiare i bilanci, resta il debito pregresso dal 2008 al 2013, su cui nessuno, né il governo nazionale né quello regionale possono intervenire in virtù di una sentenza della Corte Costituzionale.

Cosa si potrebbe fare, allora? "Non vi può essere certamente, data la decisione della Consulta, un salvataggio vero e proprio", prosegue Romano. "Ma una cosa, tuttavia, il governo potrebbe fare: garantire in qualche modo il debito degli enti ospedalieri ecclesiastici. Per far ciò, è necessario il varo di un apposito provvedimento". Cosa intende fare il Pd pugliese? "Noi chiediamo ai parlamentari della nostra regione di farsi carico di questa situazione, ma considerando che la situazione in Puglia non è ancora ai livelli di gravità di quella del Lazio e della Lombardia, dove l'emergenza è ormai conclamata, è necessario che tale passo, quello di una norma a garanzia del debito degli ospedali religiosi convenzionati, sia una scelta condivisa".

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