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Tagli ai corsi di laurea, comincia il blocco delle iscrizioni a Brindisi

BRINDISI - Il rischio di drastici tagli ai corsi decentrati dell'Università di Bari del polo brindisino, di cui si era occupato BrindisiReport alcuni giorni fa, si stanno materializzando, e la reazione degli studenti non si fa attendere. Immediatamente è partita una raccolta di firme per ottenere iniziative istituzionali a difesa dei corsi di laurea, a partire da quello in Progettazione e Gestione delle Attività Culturali, immediatamente più minacciato. Oggi gli studenti hanno anche diffuso una nota rivolta ai cittadini, che pubblichiamo integralmente.

BRINDISI - Il rischio di drastici tagli ai corsi decentrati dell'Università di Bari del polo brindisino, di cui si era occupato BrindisiReport alcuni giorni fa, si stanno materializzando, e la reazione degli studenti non si fa attendere. Immediatamente è partita una raccolta di firme per ottenere iniziative istituzionali a difesa dei corsi di laurea, a partire da quello in Progettazione e Gestione delle Attività Culturali, immediatamente più minacciato. Oggi gli studenti hanno anche diffuso una nota rivolta ai cittadini, che pubblichiamo integralmente.

"A Brindisi il sogno di vivere in una città universitaria si sta dissolvendo. Il rischio di chiusura dei corsi di laurea si sta trasformando a un ritmo allarmante, purtroppo, in realtà. Ad esempio dall'anno prossimo verranno temporaneamente sospese le iscrizioni al Corso di Laurea in Progettazione e Gestione delle Attività Culturali. La Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Bari ha infatti deliberato una chiusura temporanea in vista di una trasformazione del Corso di Laurea. La decisione, già di per sé molto grave, potrebbe essere il preludio finanche alla chiusura di altri corsi di laurea a Brindisi.

L'allarme tra gli studenti si sta diffondendo: per questo ci si appella a tutti i cittadini brindisini in maniera forte e univoca perché non è assolutamente ipotizzabile acconsentire alla rinuncia di ciò che faticosamente è stato conquistato in maniera legittima dopo anni di richieste e promesse. Come non evidenziare gli indubbi vantaggi per la città: dallo sviluppo socio-economico alla valorizzazione delle strutture pubbliche esistenti, fino ad arrivare alla qualificazione delle risorse umane da impiegare nell'apparato logistico-produttivo, e non da ultimo all'incentivazione e alla promozione della crescita culturale di tutta la città?

Infatti, come si può pensare di sostenere la candidatura di Brindisi a "Capitale europea della Cultura 2019" senza la presenza dell'Università a Brindisi e dei corsi di laurea umanistici? Questo è pertanto un problema che va affrontato da tutti, dalle Istituzioni ai cittadini, dagli studenti ai docenti. Cosa bisogna fare per cercare di tenere in vita l'università brindisina? Francesco Fistetti, presidente del Corso di Laurea, ha risposto che "sarebbe auspicabile una fondazione in cui riunire gli Atenei di Bari e di Lecce, denominata Fondazione Università di Brindisi, sulla scia di altre esperienze in Italia come la Fondazione Università di Mantova, nella cui offerta formativa confluiscono il Politecnico di Milano, l'Università di Pavia e l'Università di Brescia. In questo modo si eviterebbe la chiusura dei corsi presenti a Brindisi e anzi si potenzierebbe l'offerta e la qualità sia dei corsi che dei servizi".

Gli studenti brindisini, nel frattempo, hanno deciso di organizzare una raccolta firme finalizzata a sensibilizzare l'opinione pubblica ed impegnare tutti in un'azione congiunta che scongiuri la chiusura di un corso di laurea che è promettente per tutto il nostro territorio. Uno postazione degli studenti sarà presente davanti a Palazzo Nervegna, in via Duomo, in occasione della Notte dei Musei, domani sera, sabato 15 maggio, dalle ore 20.00 fino alle 12.00 di notte, per consentire a tutta la cittadinanza di sottoscrivere la proposta a sostegno del corso di laurea".

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