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A cura di Blog Collettivo

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La nuova incognita del Partito del Sud

Il lavorio per dar vita a un partito del Sud continua e accelera. La senatrice Poli Bortone con il siciliano Miccichè e l'ex finiano Viespoli ha dato appuntamento per il prossimo giovedì per portare alla luce l'aggregazione di quattordici parlamentari, dieci deputati e quattro senatori, che fondendo diverse sigle ha in animo di partire alla conquista di voti nel Mezzogiorno.

Il lavorio per dar vita a un partito del Sud continua e accelera. La senatrice Poli Bortone con il siciliano Miccichè e l'ex finiano Viespoli ha dato appuntamento per il prossimo giovedì per portare alla luce l'aggregazione di quattordici parlamentari, dieci deputati e quattro senatori, che fondendo diverse sigle ha in animo di partire alla conquista di voti nel Mezzogiorno.

Nello stesso giorno il sito romano di gossip e di indiscrezioni politiche "Dagospia", fondato e diretto da Roberto D'Agostino, un tempo compagno di giullarate di Renzo Arbore, ha scritto che il partito del Sud avrà anche un altro palcoscenico, questa volta singolarmente milanese, per iniziativa di Pino Aprile, autore del best seller "Terroni", e dell'ex direttore della "Gazzetta del Mezzogiorno", Lino Patruno.

"Dagospia" sostiene che i due giornalisti starebbe facendo da battistrada a un progetto più ambizioso che mira a coinvolgere i sindaci di Bari, Michele Emiliano e di Napoli, De Magistris. Nessuno ha ancora messo in relazione le due iniziative né esistono indizi di un coinvolgimento reale dei primi cittadini di Bari e Napoli in uno dei due progetti. Resta il fatto che ci sono ormai molti indizi che portano a immaginare che nelle prossime elezioni politiche ci sarà una robusta lista sudista.

L'ingresso in campo della Poli Bortone e degli ex finiani, accanto a Miccichè, fa pensare a una lista di fiancheggiamento berlusconiano. Nel Mezzogiorno, ma ormai anche al Nord, il premier sa di poter perdere voti e quindi è comprensibile che guardi con favore a raggruppamenti populistici che possano riprendere in mano un elettorato altrimenti in fuga. Finora in nessuno dei due progetti sembra coinvolto il governatore della Sicilia Lombardo antico antesignano del partito del Sud, ma è facile immaginare che presto o tardi farà sentire anche la sua voce.

Il partito del Sud è una antica tentazione delle classi dirigenti meridionali. Le forze democratiche hanno da sempre scelto un'altra strada, quella della battaglia nazionale per il Mezzogiorno che da tempo purtroppo langue. I neo-meridionali ovvero i neo-borbonici basano le loro speranze su un dato di fatto incontrovertibile. La fase storica appare radicalmente cambiata con l'aggravamento di tutti i parametri di valutazione della condizione meridionale. Da qui nasce la tentazione del partito sudista e dell'impegno in esso di una classe dirigente meridionale che, pur avendo condiviso il potere con i nordisti, teme di non riuscire a sopravvivere senza un "sindacato" politico da far pesare nella trattativa del centro-destra.

Il carattere culturalmente reazionario e politicamente conservatore di questi disegni non può far perdere di vista la loro oggettiva capacità di attrazione. Esiste da tempo una cultura neo-meridionalista che vuole fare la scimmia alla Lega financo mettendo in discussione il Risorgimento. Esiste da tempo una cultura giustificazionista del ritardo meridionale che addossa tutte le colpe alla mancanza di un soggetto politico dal profilo leghista. Se la sinistra sottovaluterà queste tendenze rischierà un brutto risveglio.

L'iniziativa della Poli Bortone è anche il segno di una grave difficoltà di comprimere il mondo politico di destra nei vecchi contenitori. Proprio ieri un deputato brindisino, l'on. Luigi Vitali, memore di una dichiarazione analoga rilasciata nello scorso fine settimana dal torinese sottosegretario Crosetto, ha lanciato parole di fuoco contro il ministro Tremonti chiedendosi come mai sia ancora al governo.

Le frasi di Vitali confermano che il castello di carta del Pdl sta crollando e le vecchie consorterie tornano a rinchiudersi nelle clientele conosciute e alcune cercano nuovi sbocchi rivestendosi dei panni dei rivoltosi della domenica in nome del Sud. Leggendo queste parole e questi progetti scappa da ridere. Il guaio è che rivelano l'esistenza di un cantiere per il dopo aperto da quelli che c'erano prima, che ci sono oggi e che ci sono sempre stati. Sempre sulle spalle del Mezzogiorno.

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