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Cittadella, la Provincia elimina pure il portierato: tre licenziamenti

Continua la lenta erosione sociale e strutturale di Cittadella della Ricerca: la Provincia di Brindisi rinuncia al servizio di portierato del complesso e tre dipendenti addetti al servizio perdono il posto

BRINDISI - Continua la lenta erosione sociale e strutturale di Cittadella della Ricerca: la Provincia di Brindisi rinuncia al servizio di portierato del complesso e tre dipendenti addetti al servizio perdono il posto. Due di essi al lavoro alla sbarra di accesso da molti anni l'altro da epoca più recente, avevano attraversato tutte le vicissitudini di Cittadella sino a quando non sono stati trasferiti ad una società esterna di servizi con la quale la Provincia ha deciso di interrompere il rapporto. Tutti con famiglie sulle spalle.

Ciò avviene in un contesto di incertezza sia per le attività di ricerca, che per gli stessi corsi universitari. Era il fiore all'occhiello di Brindisi, Cittadella, che era diventata il più attivo polo di ricerca di di trasferimento di innovazione della Regione, al centro di progetti comunitari e di attività che coinvolgevano l'università e le imprese. Ora ci sono settori in cui non funzionano più neppure i servizi idrici e fognari, mentre la Provincia sgombera il campo un passo indietro dopo l'altro, e la Regione non interviene con un progetto, con una prospettiva condivisa.

Un declino non certo ineluttabile: bisogna ricordare la decisione dell'amministrazione Ferrarese di mettere in amministrazione controllata la società di gestione di Cittadella della Ricerca quando, secondo una relazione ispettiva del consiglio provinciale non ve ne erano assolutamente gli estremi. E bisogna ricordare poi come, durante tale procedura, la Provincia privò poi la società del più importante dei suoi cespiti di entrate, avocando a sé la riscossione dei canoni di affitto delle società insediate. A ciò seguì anche il mancato rinnovo del contratto alla società di gestione della Foresteria, che ospitava studenti fuori sede titolari di borse di studio, professori, e ospiti nel corso di eventi internazionali.

Inutile dire che non sono mai state attivate iniziative per collegare il complesso alla ora vicinissima rete idrica e fognaria della zona industriale di Mesagne, inesistente quando nacque l'insediamento nei primi anni Settanta, destinato ad ospedale psichiatrico proprio alla vigilia dell'avvento della legge Basaglia. Cittadella della Ricerca preleva ancora l'acqua da pozzi artesiani e utilizza un depuratore per i reflui. E dopo tanti anni, gli impianti cominciano ad accusare guasti gravi.

Ora altri tre posti di lavoro in meno dopo i tagli di qualche anno fa. Cosa farà la Provincia di Brindisi per queste tre persone? C'è qualche sindacato pronto ad aprire una vertenza? Dalla politica, da quella insediata nelle amministrazioni di Brindisi e della Provincia, a quanto pare non bisogna attendersi molto. E dopo anni, ancora non c'è traccia dello strombazzato piano di rilancio di Cittadella della Ricerca: chiacchiere buone per sganciarsi dalle macerie di iniziative fallimentari.

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