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Gse: trovato l'accordo, si allontana lo spettro dei licenziamenti

Il gruppo Dcm viene incontro alle istanze dei sindacati. Il verbale sottoscritto a Bari, al termine di un vertice fiume con la task force regionale, verrà sottoposto domani mattina all'assemblea dei lavoratori

BRINDISI – Arriva una svolta positiva nella trattativa per il passaggio della Gse al gruppo Dcm (Distressed Company Management Srl). Dopo due giorni di muro contro muro in cui l’operazione sembrava sul punto di saltare, oggi pomeriggio (17 gennaio), nel corso di una riunione fiume che si è svolta presso la sede della Regione Puglia, è stato raggiunto un accordo che potrebbe scongiurare il licenziamento dei 225 lavoratori dell’azienda aerospaziale brindisina, in mano alla curatela fallimentare dai primi mesi del 2017.

La Dcm ha infatti modificato la sua proposta, formalizzando l’impegno ad assumere in due diverse tranche (entro 24 mesi gli operai, entro 36 mesi gli impiegati) anche i lavoratori che resteranno esclusi dalla ricollocazione nella Dar, ditta satellite di un’altra azienda attiva a Brindisi già rilevata dalla Dcm, la Dema. Resterebbe il nodo dello spacchettamento, perché i dipendenti in esubero confluirebbero in Dcm, anzichè in Dar. Ma gli acquirenti, per venire incontro alle istanze delle organizzazioni sindacali, si sono assunti anche l’impegno di inglobare la società più "debole" (quella che appunto accoglierà gli esuberi) in Dar.

Stabilimento Gse (2)-2-2

I punti salienti dell'accordo

Il verbale dell’accordo è stato redatto al termine di un confronto serrato andato avanti per più di sei ore, mentre circa 50 lavoratori attendevano all’esterno l’esito del vertice. Intorno al tavolo presieduto dal responsabile della task force, Leo Caroli, si sono seduti l’amministratore della Dema, Vincenzo Starace, i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Fismic Confsal, Cobas, Ugl, la Rsu di Gse, e Confindustria Brindisi. 

L'accordo prevede:  priorità di inserimento per donne e disabili; anticipo di salario di cassa integrazione da parte di Dar/Dema fino ad erogazione ministeriale; numero di diretti in Dar da 72 proposti a 94; corsi di formazione specializzati sui programmi delle lavorazioni in Gse; condivisione dei programmi di formazione. Inoltre sui programmi ad oggi presenti in Gse potrà lavorare come vincolo solo ed esclusivamente personale ex Gse. Ogni primo lunedì del mese vi sarà rapporto carichi lavori con la Rsu per l'inserimento immediato di altro personale ex Gse. 

Le prossime tappe

Eppure le premesse non erano buone. Basti pensare che nella giornata di ieri (16 gennaio) l’assemblea dei lavoratori di Gse aveva bocciato quasi all’unanimità il piano, ribattezzato Drago, presentato da Dcm come un vero e proprio out out. La società era stata l’unica a presentarsi lo scorso 27 dicembre alla terza asta per la cessione di Gse, dopo che le prime due erano andate deserte, concordando con la curatela fallimentare un prezzo di acquisto pari a 3,6milioni di euro, di cui 360mila versati a titolo di caparra all’atto della sottoscrizione del preliminare.

La finalizzazione dell’operazione, con la firma del rogito, è prevista per il 23 gennaio. A questo punto la palla passa nuovamente all’assembla dei lavoratori di Gse, che domani mattina si riuniranno in fabbrica per esprimersi sull’accordo sindacale. Se arriverà il via libera, oltre 100 lavoratori inizieranno a lavorare fra le file di Dar, mandando avanti le commesse milionarie che lascia in eredità Gse. Gli altri verranno messi in cassa integrazione e potranno accedere a dei corsi di formazione finanziati sia dalla Regione che dalla Dcm. Ma l’impegno, appunto, è che tutti tornino in servizio nell’arco di 36 mesi. 

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