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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Economia

Haralambidis crea incidente politico: "Forse lascerò Apulian Ports"

Senza comunicarne le ragioni, martedì nel corso di una riunione tecnica di Apulian Ports (App), l'associazione promossa dalla Regione Puglia che riunisce le tre Autorità portuali di Bari, Brindisi e Taranto, il segretario generale dell'authority brindisina Salvatore Giuffrè ha comunicato ai colleghi che il presidente Iraklis Haralambidis sta valutando l'ipotesi di uscire dall'associazione stessa

BRINDISI - Senza comunicarne le ragioni, martedì nel corso di una riunione tecnica di Apulian Ports (App), l'associazione promossa dalla Regione Puglia che riunisce le tre Autorità portuali di Bari, Brindisi e Taranto, il segretario generale dell'authority brindisina Salvatore Giuffrè ha comunicato ai colleghi che il presidente Iraklis Haralambidis sta valutando l'ipotesi di uscire dall'associazione stessa. Haralambidis, peraltro, ha confermato tale possibilità in una dichiarazione riportata sulla pagina Facebook di una testata specializzata locale. Come al solito, gli ultimi a sapere sono stati i membri del Comitato portuale, che pure lunedì si era riunito in una seduta dedicata al cofinanziamento del progetto di Piastra logistica integrata retroportuale.

La sede più idonea per comunicare preventivamente il proposito di abbandono di App da parte dell'Autorità Portuale di Brindisi era appunto quella del Comitato portuale, ma qualcuno dei componenti dell'organismo ha appreso di ciò da colleghi di altri porti o dalla pagina Facebook de "Il Nautilus" cui Haralambidis ha affidato il proprio pensiero. Qualcosa c'è sotto, ma il presidente dell'Autorità Portuale brindisina non lo rivela. Risentimento nei confronti della Regione Puglia? Ritiene che Brindisi sia penalizzata rispetto alle altre due Autorità portuali della Regione? Vuole creare il caso prima dell'inevitabile fusione in una nuova Autorità Portuale Bari-Brindisi (inevitabile se la riforma Lupi vedrà la luce entro 90 giorni, come sollecitato anche da Confindustria nazionale, visto che Brindisi non ha alcun progetto in atto che ne possa giustificare l'autonomia)? C'è qualche potere forte che soffia sul fuoco per non perdere il controllo della situazione a Brindisi?

Le domande sono tante, e sembra che il primo a chiedere conto ad Haralambidis del suo annuncio sarà il sindaco di Brindisi, informato oggi da alcuni operatori portuali della città. Mettere pubblicamente in discussione, e anche in una sede ufficiale, un assetto frutto di un protocollo regionale, senza darne notizia al Comitato Portuale, è una circostanza grave, che rileva un travalicamento dei poteri dello stesso presidente e determina un incidente politico con la Regione Puglia e le altre città e porti di App, incidente di cui Brindisi francamente non aveva bisogno. Bene ha fatto il 15 ottobre nel corso dell'assemblea nazionale di Confitarma, il presidente dell'Autorità portuale di Venezia, Paolo Costa, a sollecitare il ministro Lupi chiedendogli di accelerare con la riforma, perchè mentre la stessa è frenata dalle beghe e dalle rivendicazion i dei nostri piccoli porti, quelli dell'Europa Settentrionale si stanno attrezzando per assicurarsi la maggior parte dei finanziamenti comunitari.

Ma qui abbiamo un presidente che secondo la Corte di Giustizia del Lussemburgo non interferisce nelle sue funzioni con gli interessi del nostro Paese e non assume decisioni assimilabili a quelle della pubblica amministrazione. "Si è trattato di un incontro tecnico – ha spiegato il presidente dell’Autorità portuale di Brindisi, Hercules Haralambides – ma confermo che sto facendo delle valutazioni sull’utilità di restare in questa associazione", riporta l'articolo de "Il Nautilus". E il disgregare una associazione nata per sostenere gli interessi strategici di una regione italiana in campo marittimo che qualifica giuridica avrebbe?

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