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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Economia

Arsenale: una nuova sede per scongiurare la chiusura

BRINDISI – Con un ordine del giorno, il consiglio comunale di Brindisi si è impegnato a trovare risposte adeguate ai problemi dell’Arsenale. La proposta del sindaco Domenico Mennitti, che sarà illustrata a Roma dove si sta discutendo il riordino dei beni della Difesa, è quella di offrire una sede alternativa al Castello Svevo i cui costi di manutenzione sono diventati insostenibili per la Marina Militare.

BRINDISI - Con un ordine del giorno, il consiglio comunale di Brindisi si è impegnato a trovare risposte adeguate ai problemi dell'Arsenale. La proposta del sindaco Domenico Mennitti, che sarà illustrata a Roma dove si sta discutendo il riordino dei beni della Difesa, è quella di offrire una sede alternativa al Castello Svevo i cui costi di manutenzione sono diventati insostenibili per la Marina Militare.

Con i 19 milioni di euro a disposizione dell'Autorità portuale, a Capo Bianco potrebbe essere realizzata una sede capace di ospitare anche i militari della Forza da Sbarco. La caserma Carlotto, dove si trovano adesso, è troppo piccola per le loro esigenze. Spostando poi le navi fuori dal porto interno, che hanno un pescaggio troppo basso, si scongiurerebbe anche il rischio di un disinteresse delle forze da sbarco verso Brindisi.

Sfruttando i fondi, assegnati con una delibera Cipe del 1999, l'Authority può offrire una valida alternativa al Castello di terra e scongiurare anche il rischio di licenziamento per 413 lavoratori, tra personale civile e dipendenti delle imprese che lavorano per l'Arsenale in appalto.

"I ministeri di Economia e Difesa stanno discutendo la riorganizzazione degli arsenali di La Spezia, Augusta e Taranto, di cui Brindisi è sede distaccata - ha spiegato il sindaco all'assise - ma offrendo loro una proposta interessante e facilmente realizzabile, possiamo anche ambire a mantenere inalterata la presenza della Marina a Brindisi".

Nelle stesse ore in cui a Brindisi si svolgeva il consiglio monotematico, a Roma si discuteva proprio della stessa problematica. "Avremo tempo fino a luglio per presentare le nostre proposte" ha fatto sapere Mennitti. Il consiglio comunale, a cui non hanno fatto mancare la loro presenza neppure i sindacati e una folta rappresentanza di lavoratori, si è concluso con l'approvazione all'unanimità dell'ordine del giorno a sostegno della proposta dell'amministrazione.

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