Economia

Nasce in una masseria del '600 una cantina interamente bio

La prima vinificazione è già avvenuta con la vendemmia 2015, ma la prima cantina interamente bio del territorio brindisino, dopo quasi due anni di lavori di ristrutturazione, sarà pronta per l’inaugurazione lunedì prossimo. E’ la Cantina Masciullo

La prima vinificazione è già avvenuta con la vendemmia 2015, ma la prima cantina interamente bio del territorio brindisino, dopo quasi due anni di lavori di ristrutturazione, sarà pronta per l’inaugurazione lunedì prossimo. E’ la Cantina Masciullo, realizzata nella struttura della omonima masseria del ‘600 che si trova tra gli agri di Brindisi e Mesagne, a destra della superstrada per Taranto, al centro dell’azienda agricola condotta sin dal 1996, quindi venti anni tondi tondi, dai coniugi Luciano Zullo e Teresa Dimaglie.

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Ed è una cantina senza un enologo esterno: “La scelta della famiglia Zullo è stata quella di non avvalersi di collaboratori esterni ma di affidare l’intero processo di produzione e distribuzione alle competenze e alla passione dei figli Fabio, Maria Rita e Alessandro”, viene spiegato. L’azienda è iscritta alla Fivi, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti. La vendemmia 2015 è stata come già detto il primo test produttivo ufficiale.

“Dalle diverse prove di vinificazione sono state selezionate quattro tipologie di vini: lo Chardonnay Salento IGT 2015 bio; il Negroamaro Rosato Salento IGT 2015 bio; il Naturae Negroamaro Salento IGT 2015 bio, senza solfiti aggiunti; il Negroamaro Salento IGT 2015 bio. La sperimentazione sull’annata – si dice in una nota esplicativa - comprende anche uno Chardonnay ed un Negroamaro che continuano a maturare in tonneaux. Scopo principale della vinificazione – e mission dell’azienda - è creare vini autentici, naturali, freschi”.

La masseria è del XVII secolo, ma il reparto di produzione è modernissimo: “Permette una vinificazione moderna ed accurata; soprattutto dall’uva del Negroamaro prendono vita vini dalla consistenza indimenticabile”. La selezione delle uve è accurata e si concentra sulla parte migliore dei 45 ettari di vigneti, condotti in regime di agricoltura biologica. Le varietà coltivate sono quelle a bacca rossa e bianca con predilezione per le varietà autoctone, mentre fa eccezione “un vecchio clone di Chardonnay che si caratterizza per le sue note aromatiche che donano una sapidità ed una freschezza non comuni nel Salento”.

“La cantina è stata progettata per vinificare solo una piccola parte delle uve aziendali, favorendo così la selezione di microzone ad altissima qualità. Le caratteristiche tecnologiche della cantina – spiegano ancora i Zullo - permettono solo la vinificazione di uve vendemmiate in cassette, eventualmente raffreddate prima della vinificazione. Le vasche di vinificazione e di stoccaggio dei vini sono tutte di piccole dimensioni, tali da rendere la cantina un luogo magico per sperimentare diverse tecniche di vinificazione”.

Dopo gli investimenti degli ultimi due anni, la vera sfida, quella di mercato, comincia dalla prossima settimana. E la ricca offerta enologica della provincia di Brindisi potrà contare su un nuovo originale contributo nato dall’incontro tra iniziativa privata e incentivi pubblici.

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