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Operatori sanitari rifiutano il vaccino. Oliva: "Inaccettabile moralmente"

Non tutti hanno aderito alla campagna vaccinale anti Covid. Il presidente dell'Ordine dei medici scrive all'Asl Brindisi

BRINDISI – “Il rifiuto delle vaccinazione è inaccettabile per un operatore sanitario, se non dovuto a motivi di salute personali”. Il presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri della provincia di Brindisi, Arturo Oliva, prende le distanze dai colleghi che non hanno aderito alla campagna vaccinale anti Covid e chiede all’Asl Brindisi se non intenda adottare dei provvedimenti nei loro confronti. Lo ha fatto tramite una lettera inviata al direttore generale dell’azienda sanitaria, Giuseppe Pasqualone.

Oliva, il primo operatore sanitario a vaccinarsi in provincia di Brindisi lo scorso 27 dicembre, invita il manager dell’Asl ad “attenzionare le situazioni degli operatori sanitari (dipendenti e convenzionati dell’azienda sanitaria) che non hanno aderito a tal campagna adducendo motivazioni non riconducibili a problematiche di salute opportunamente vagliate dal medico competente”. E’ infatti “pleonastico – scrive il presidente dell’Ordine – sottolineare come sarebbe necessaria una copertura sanitaria totale degli operatori sanitari al fine di contenere la diffusione del virus”. Per questo chiede che l’Ordine venga messo al corrente delle “determinazioni” che verranno assunte “al fine di garantire la sicurezza delle cure”.

Ed è proprio questo il fulcro dell’iniziativa di Arturo Oliva. “Se il rifiuto del vaccino – dichiara il professionista a BrindisiReport - è dovuto a un motivo di salute personale certificato da un medico competente, è un discorso. Se invece è un rifiuto deliberato e determinato alla vaccinazione questo è inaccettabile da un punto di vista morale e deontologico, perché, lavorando nel pubblico, esporrebbe il paziente e altri operatori a un rischio inaccettabile”. Oliva, del resto, rimarca come giustamente si pretenda l’effettuazione del tampone da un paziente prossimo al ricovero. Ma sarebbe paradossale se lo stesso paziente si dovesse poi imbattere in un medico o in infermiere non vaccinati. 

“E’ vero - rimarca Oliva - che non è obbligatorio il vaccino. Ma il discorso ambia per chi lavora in una struttura pubblica. Per un operatore sanitario c’è un obbligo morale, che supera qualsiasi obbligo di legge. Una persona investita di una responsabilità professionale, deve comportarsi in un certo modo”. L’Ordine dunque “ha l’obbligo di verificare la sicurezza e la qualità delle cure”. “Sarebbero sicuramente insicure – conclude Oliva - quelle cure fornite da un medico che ha rifiutato il vaccino.  Per un operatore sanitario non fare un vaccino è inaccettabile moralmente”. 

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