Mercoledì, 12 Maggio 2021
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Affondamento corazzata Roma: domenica la commemorazione

Domenica 4 settembre è dedicata alla commemorazione dell'affondamento della corazzata Roma, nave ammiraglia della Marina Italiana e la conseguente morte di 1391 uomini del suo equipaggio avvenuto il 9 settembre del 1943

BRINDISI - Nel continuo ed incessante percorso di cura della memoria e suffragio dei troppi caduti in mare, a cui Assoarma Brindisi si è dedicata fino dal dicembre del 2015, domenica 4 settembre è dedicata alla commemorazione dell’affondamento della corazzata Roma, nave ammiraglia della Marina Italiana e la conseguente morte di 1391 uomini del suo equipaggio avvenuto il 9 settembre del 1943.

 Poche ore dopo l’annuncio dell’armistizio con gli anglo-americani, ed altrettante poche ore dall’arrivo a Brindisi della famiglia reale ed il governo, fuggiti da Roma e senza più una chiara posizione di politica interna e nello scacchiere internazionale, tutti scappano, nessuno comanda o governa. Nel rispetto del trattato di armistizio, l’intero naviglio italiano deve essere consegnato agli anglo-americani nel porto di Malta, nessuno però era in grado di prevedere e contrastare la possibile offensiva dei vecchi e temuti alleati tedeschi.

Se la confusione regna in Italia, è la morte che invece è la vera signora di questo tempo. Dolore e morte dispensate con munificenza, sono il binomio costante della guerra, di ogni guerra.

Solo qualche ora prima dell’annuncio via radio dell’armistizio, l’ammiraglio Raffaele De Courten, capo di stato maggiore della regia marina, aveva informato telefonicamente l’ammiraglio Carlo Bergamini, comandante delle forze navali da battaglia delle condizioni previste dal trattato e che le navi presenti a La Spezia e Genova, per sottrarsi al prevedibile imminente contrattacco tedesco, dovevano lasciare i porti italiani per raggiungere Malta e mettersi a disposizione delle forze alleate anglo-americane.

9 settembre 1943 ore 15,42 – La corazzata “Roma” viene colpita da una prima bomba sganciata da un aereo tedesco nella parte centrale. Dieci minuti dopo, una seconda bomba determinò i danni irreparabili.

Alle 16,11 – La corazzata, gravemente colpita, si capovolse spezzandosi in due tronconi che affondarono verticalmente. I morti furono 1393 uomini accomunati in un abbraccio eterno che stringe tutti partendo dal loro comandante l’Ammiraglio Carlo Bergamini per giungere all’ultimo della lista, ma solo per ordine alfabetico, il segnalatore Zeuna Antonio.

28 giugno 2012, nel golfo dell'Asinara a 1.000 m di profondità ed a circa 16 miglia dalla costa sarda, viene rinvenuto il relitto della corazzata “Roma”. I superstiti, 628, e la popolazione dell’isola dell’Asinara, serbano vivo il ricordo di quei tragicissimi momenti che a Brindisi trovano unità e simbolo nel monumento dedicato al marinaio d’Italia che proprio il 9 settembre di ogni anno celebra nella città adriatica la sua memoria nazionale.

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