Cultura

Il professor Caputo elogia la "brindisinità" riscoprendone le antiche tradizioni

Presentato nella biblioteca provinciale di Brindisi l'ultimo libro dello storico brindisino. "Ho cercato di far rivivere quello che era un modo di vivere, che era un modo genuino"

BRINDISI - È dedicato a “Brindisi, alla sua storia, alle sue tradizioni, ai Brindisini”, l’ultimo libro del professor Antonio Mario Caputo, storico della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia.  Intitolato “Viaggio nella Memoria Popolare Brindisina- Elogio della brindisinità”, il volume è stato presentato giovedì sera nell’auditorium della Biblioteca Provinciale di Brindisi dal professor Damiano Mevoli, dell’Università del Salento e dal sociologo Emanuele Amoruso. Ad aprire la presentazione è stata la funzionaria della Biblioteca Provinciale di Brindisi, la dottoressa Evi Galiano, che ha accennato alle difficoltà che la biblioteca sta attraversando in questi ultimi anni. 

Il presidente della sezione di Brindisi della Società di Storia Patri per la Puglia, Giacomo Carito, parlando del tema del libro di Caputo, La copertina del libro di Caputo (2)-2-2ossia la memoria popolare e quindi le tradizioni e i comportamenti che si tramandano, ha evidenziato che essi derivano dalla fase economica di una popolazione, cioè dai problemi che deve affrontare lungo tutto l’arco dell’anno. “Un’economia legata in buona parte al tempo”, spiega Carito,“se le stagioni non avevano il loro corso normale non c’era raccolto, c’era siccità. Alla siccità seguiva la carestia e infine le pandemie. Gli organismi deboli e denutriti rimanevano vittime di qualunque malattia”. 

Carito ha quindi proseguito ricordando che, non essendoci medicinali e cure, bisognava porre in atto “per il ciclo della vita e per quello del lavoro dei comportamenti propiziatori atti o a prevenire i disastri o se i disastri ci fossero ad allontanarli o ad attenuarne le conseguenze”. “Le interpretazioni locali poi venivano in qualche modo universalizzate dalla Chiesa con i suoi riti”, conclude Carito. 

Per il professor Damiano Mevoli, il professor Caputo “incarna egli stesso la vera brindisinità” e il suo libro è un vero e proprio racconto, oltre che una narrazione storica, dell’anima popolare brindisina. Per il sociologo Emanuele Amoruso, il libro del professore esplora un aspetto importante: quello della comunità. 

Il pubblico della presentazione-5La parola è passata poi all’autore del libro, Antonio Caputo.  “Io con questo libro ho cercato di far rivivere quello che era un modo di vivere, che era un modo genuino, in cui si stava male ma si stava bene. L’eterna contraddizione tra Brindisi antica e Brindisi moderna, Brindisi superstiziosa e Brindisi religiosa, Brindisi che attendeva il tempo della vendemmia perché tutto si potesse realizzare”. Caputo ha ricordato di seguito il canonico don Pasquale Camassa, fondatore della Brigata Amatori Storia ed Arte di Brindisi e i bombardamenti delle forze anglo-americane che colpirono Brindisi nella notte tra il 7 e l’8 Novembre 1941. Fu colpita anche la casa del sacerdote Camassa, che sarà poi trasportato all’ospedale di Mesagne dove morirà il 10 dicembre 1941. “Io ho conosciuto don Pasquale Camassa attraverso il fratello”, afferma Caputo, che ricorda quindi la merceria Camassa situata in via Lauro 39, colpita anch’essa dai bombardamenti e gestita da Massimino Camassa, chiamato da Caputo “don Massimino”. 

Dopo i bombardamenti, Massimino Camassa, rimasto senza casa e senza negozio, fu accolto dal padre del professor Caputo nel suo studio legale, come giovane di studio. “Quando io sono nato”, ricorda l’autore del libro, “sono stato accompagnato a scuola elementare e scuola media da don Massimino Camassa, che mi teneva per mano”. 

Il professore ha concluso il suo intervento dando qualche nota organica sul suo lavoro. 

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