Effetti dei decreti sicurezza: manifestazione pubblica a Brindisi

Sabato 25 gennaio alle ore 16: partenza dal piazzale antistante la stazione ferroviaria

BRINDISI - La Comunità Africana di Brindisi ha organizzato, per sabato 25 gennaio, una manifestazione pubblica (partenza alle ore 16 dal piazzale antistante la stazione ferroviaria), per manifestare contro gli effetti dei decreti sicurezza. In particolare: la irregolarità di chi già era in regola sotto il profilo abitativo e lavorativo, la limitazione del diritto alla salute e la maggiore difficoltà di integrazione, a causa della eliminazione delle figure degli psicologi e degli insegnanti all’interno delle strutture di accoglienza.

Altro obiettivo della manifestazione è quello di rivolgere un appello all’Ufficio Immigrazioni della Questura di Brindisi, affinché riduca i tempi attuali per il rinnovo del permesso di soggiorno. Infatti, a causa delle lunghe attese per il rinnovo, i titolari dei permessi non riescono a lavorare regolarmente, ad avere una casa in affitto, né possono accedere alle visite specialistiche a carico del Servizio Pubblico.

Infine, vogliamo rivolgere un appello al Comune di Brindisi, perché conceda la possibilità agli ospiti del Dormitorio di chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno, utilizzando l’indirizzo del Dormitorio; naturalmente si intendono gli ospiti autorizzati.

Il presidente della Comunità Africana, Drissa Kone, ringrazia, a nome di tutti, ogni associazione che ha aderito alla manifestazione: CGIL, Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose di Brindisi, Arci Brindisi, Anpi, Migrantes Brindisi, Casa Betania, Cooperativa Sociale Solerin, Casa del Popolo di Torre Santa Susanna, Cooperativa L’Ala di Villa Castelli, Potere al Popolo di Brindisi, La Collettiva  Tfq Brindisi.

L'adesione della Cgil

"La Cgil aderirà all’iniziativa anche per ribadire la necessità di rendere concreto il supporto che può e deve essere dato a tutti coloro che, fuggiti dalle brutture dei loro stati d’origine, hanno scelto l’Italia come loro seconda patria", scrive in un comunicato il segretario generale Antonio Macchia. "Ultimamente il Decreto Salvini, oltre che esasperare i respingimenti, ha determinato riflessi negativi nei confronti dei lavoratori in servizio presso i centri di accoglienza. Ed infatti, sono state eliminate parte delle figure professionali sino ad oggi parte integrante dei progetti di accoglienza".

"Dopo il decreto Salvini - prosegue Macchia -  l’accoglienza diventa un provvedimento accessorio, invece che parte integrante del diritto d’asilo. È negata ai richiedenti asilo la possibilità di avere la residenza, c’è un taglio netto anche di alcuni importanti servizi: non è più previsto il supporto psicologico, ne’ il docente d’italiano. Circa 18mila persone, per lo più i giovani che lavoravano nel settore dell’accoglienza hanno già perso il posto di lavoro".

Il segretario generale della Cgil brindisina aggiunge che "il taglio dei costi per la gestione dei centri di accoglienza crea non poche difficoltà nell’assegnare i nuovi bandi e favorisce il ritorno alla prassi disastrosa della concentrazione dei richiedenti asilo abbandonati nei grandi centri, ora senza più i servizi per l’integrazione nelle comunità locali. Tutto ciò sta portando, altresì, ad un progressivo ridimensionamento delle ore di lavoro degli applicati presso i centri, che nel breve periodo porterà a ridimensionare anche le unità lavorative in forze. Un decreto insomma, che andrebbe riformato poiché in contrasto con la storia, la cultura ed il pensiero di noi Italiani da sempre popolo ospitale ed accogliente."

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