Vertenza "La Nostra Famiglia": incontro sindacati - Emiliano

Il governatore a Brindisi per ascoltare i lavoratori della sanità privata. "Abbiamo tetti di spesa ingiusti"

BRINDISI – I sindacati di categoria Cgil Fp e Cisl Fp hanno incontrato oggi mercoledì 5 febbraio a Brindisi il presidente della Regione Michele Emiliano, in occasione della sua vista presso il centro Irccs Medea dell’associazione La Nostra famiglia (Emiliano ha anche incontrato il personale della clinica Salus e quello di un centro medico privato di Mesagne).

I rappresentati sindacali e dei lavoratori de La Nostra Famiglia, in stato di agitazionem in tutta Italia, hanno riportato al presidente le ragioni della loro protesta riguardante l’applicazione ingiusta e unilaterale, è stata definita, del contratto al ribasso Aris Rsa 2012 a tutto il personale dei centri nazionali de La Nostra Famiglia compresi quelli pugliesi.

Vertenza La Nostra Famiglia-2

Il presidente Emiliano ha manifestato la sua solidarietà alle rappresentanze sindacali, fanno sapere le organizzazioni della funzione pubblica di Cgil e Cisl, riconoscendo l’importanza di un trattamento contrattuale adeguato per il personale dei centri di eccellenza come quello di Medea.

Il governatore ha però sottolineato che di fatto la Regione ha le mani legate dal limite alla spesa per le strutture private, discriminatorio a suo dire rispetto a quello delle regioni del Nord Italia, molto più elevato.

Pertanto si potrà solo fare pressing in sede sia in sede di Conferenza Stato Regioni che nei confronti dell’azienda, per trovare una soluzione che possa rispettare le richieste dei lavoratori e conseguentemente mantenere alto il livello di qualità delle prestazioni erogate per un’utenza così delicata come quella pediatrica.

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I sindacati hanno colto l’occasione per rispondere alla nota de La Nostra Famiglia del 4 febbraio. Le due ore in più settimanali, a trattamento economico invariato, che il passaggio al contratto delle Rsa comporta, calcolate in un anno per dieci lavoratori, costituiscono 1226 prestazioni in più che l’azienda ottiene senza lievitazione del costo del lavoro.

Secondo punto. L’azienda sostiene che “per tutti i lavoratori a tempo indeterminato in forza alla data del 1 febbraio 2020 non si determina alcuna variazione economica peggiorativa: in altre parole la retribuzione rimane invariata e non subisce riduzioni”. La realtà è diversa. Basta dividere lo stipendio lordo attuale invece che per il numero di ore settimanali previste dal precedente contratto, 36, con il numero di ore previsto da quello del settore Rsa, 38. La matematica non è un’opinione.

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