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Emergenza sicurezza scuole: "Provincia immobilizzata dai tagli"

Il presidente facente funzioni Tanzarella risponde all'appello dell'Ufficio scolastico regionale: "Fare pressing insieme"

BRINDISI – Una lettera sull’emergenza sicurezza degli edifici scolastici, inviata dal direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale della Puglia, Anna Cammalleri, a tutte le istituzioni territoriali e governative interessate, ripropone il problema dei forti tagli subiti dalle rimesse dello Stato alle Province italiane, cui la cosiddetta legge Delrio continua ad attribuire l’onere di provvedere alle necessità delle sedi degli istituti di istruzione superiore.

La lettera dell’Ufficio scolastico regionale

La nota di fine marzo del direttore dell’Usr Puglia (nella foto sotto) è incalzante nel chiedere interventi urgenti, perché l’ufficio è sommerso dalle richieste di interventi da parte dei dirigenti scolastici di tutta la regione: “In questi ultimi mesi, numerose sono le segnalazioni che provengono dai dirigenti scolastici alle amministrazioni comunali e provinciali competenti per territorio, relativamente agli adeguamenti strutturali e alla manutenzione interna ed esterna degli edifici adibiti ad uso scolastico, alla maggiore esigenza di locali ed arredi scolastici, alla riduzione dalle esposizione alla radioattività naturale derivante dal gas Radon in ambiente confinato (legge regionale 30/2016) nonché all’efficienza degli impianti termici e idrico-fognari”.

Anna Cammalleri-2

“Oltre alle criticità di vario genere su esposte, insistenti nelle diverse scuole, i dirigenti scolastici continuano a segnalare a questa Direzione Generale la difficoltà a reperire e ricevere la documentazione di rito, tra cui si elencano le più richieste”, scrive ancora la Cammalleri. Si tratta del materiale per i seguenti adempimenti: certificato di agibilità, certificato di collaudo statico o di idoneità; certificato di prevenzione incendi; certificato di collaudo dell’impianto idrico antincendio; progetto e dichiarazione di conformità degli impianti; certificato di conformità alle barriere architettoniche; certificazione di collaudo scale di emergenza e porte rei; documentazione relativa agli scarichi; documentazione relativa alla centrale termica; collaudo impianto termico; verifica di impianto di messa a terra; verifica di impianto di scariche atmosferiche.

“Considerato, quindi, che gli edifici scolastici costituiscono un contesto che vede la presenza di docenti, studenti ed altre componenti scolastiche – si legge ancora nella lettera del direttore generale dell’Usr Puglia - è necessario che tali strutture siano innanzitutto sicure, ma anche adatte alle attività che in esse si svolgono, comprese quelle più innovative che richiedono spazi e luoghi appositi”.

“A tal riguardo, si invitano le signorie loro di voler adottare con urgenza, tutti gli interventi indispensabili a garantire il regolare funzionamento delle scuole, andando incontro, per quanto possibile, ai bisogni espressi in virtù di quello spirito di collaborazione istituzionale che può fattivamente garantite la qualità dell’offerta formativa del nostro sistema scolastico”.

Il riscontro della Provincia di Brindisi

Il presidente facente funzioni della Provincia di Brindisi, Domenico Tanzarella (nella foto sotto), ha risposto il 6 aprile alla nota dell’Usr, premettendo che ne condivide i contenuti e l’urgenza, ma la Provincia di Brindisi – come del resto le altre – non può che tornare a sottolineare che i tagli governativi hanno ridotto l’ente all’impotenza non solo nel settore dell’edilizia scolastica, ma anche nelle ordinarie attività di sopravvivenza.

Domenico TanzarellaTanzarella espone i conti: dal 2015 al 2018 la Provincia di Brindisi ha subito una decurtazione nelle assegnazioni dello Stato, inclusi quelli per l’edilizia scolastica e gli interventi di messa in sicurezza degli immobili, di ben 26 milioni e 300mila euro. “A seguito di tali tagli – fa presente Domenico Tanzarella – la provincia di Brindisi, come tutte  le Province d’Italia, incontra enormi difficoltà, non solo nella erogazione di un seppur livello minimo di servizi, ma, perfino, nel garantire le proprie spese di funzionamento”. In Italia siamo all’allarme rosso, rileva ancora Tanzarella, dato che su 50.804 scuole pubbliche ben 44.486 non rispettano i requisiti di sicurezza, e 2.700 di queste si trovano in zone ad alto rischio sismico.

“La mera denuncia della situazione non è risolutiva del problema e non migliora la qualità della vita dei nostri studenti negli edifici scolastici messi a disposizione”, concorda Tanzarella. Quindi la collaborazione istituzionale tra scuola e amministrazioni locali deve concretizzarsi in un fronte comune per richiedere allo Stato “interventi economici atti a garantire i servizi essenziali che le Province italiane non riescono più efficacemente ad espletare”.

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