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Contratti istituzionali di sviluppo, nessun tavolo per i Comuni esclusi

Il sindaco di Brindisi e presidente della Provincia Riccardo Rossi dopo la lettera dei sindaci: "Non c'è la volontà da parte del Governo di frantumazione delle risorse"

BRINDISI - Se i Comuni esclusi dal Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) Brindisi-Lecce non ci stanno e chiedono al presidente della Provincia di Brindisi un incontro, la risposta è un pacato ma fermo "non è possibile". BrindisiReport, ha ascoltato il parere di Riccardo Rossi (nella foto sotto), che ricorda come il dialogo su questo tema "avvenga col Governo" e che da parte dell'Esecutivo non c'è al momento la volontà di "frantumazione delle risorse".

Una breve cronistoria: tutto parte nell'estate del 2019. Il progetto nasce come Cis per le sole città di Brindisi e Lecce. Si avvia un percorso con il presidente di Invitalia (Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa S.p.A) Domenico Arcuri e si definiscono dei progetti e programmi strategici. Si parla di 300 milioni di euro per ogni città. Poi, tutto si stoppa, nel febbraio 2020 a causa del Covid. Poi, in estate, riprende l'interlocuzione con il ministro Provenzano. E anche con il premier Conte, a Ceglie.

Riccardo Rossi 2-2-2

I progetti vengono stilati. Venerdì 16 ottobre si tiene un incontro a Mesagne, con il sottosegretario Mario Turco e il sindaco Toni Matarelli, a fare gli onori di casa. Oggetto del tavolo: i Cis, nonostante la presenza di Mesagne non fosse contemplata nel progetto. A stretto giro di posta - è il 21 ottobre - ci pensa il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano a fare chiarezza: no, il Cis non può essere rivolto solo a Brindisi e Lecce, ma deve includere un'area vasta. E' questo l'indirizzo del Governo.

Il 14 dicembre scorso, la situazione si fa ancora più chiara grazie a un altro tavolo, in videoconferenza, presenti i sindaci di Brindisi e Lecce, Invitalia, il ministro Provenzano e il sottosegretario Turco. Non i due capoluoghi, il Cis in questione riguarderà anche Cellino San Marco, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, San Donaci e San Pancrazio Salentino per il Brindisino, ovvero i Municipi "cerniera" tra le due città. Si deve parlare di opere integrate, che abbiano una ricaduta su un territorio più ampio.

I temi su cui lavorare per i Comuni cerniera saranno quelli legati alla rigenerazione della costa, la riqualificazione ambientale, turismo e valorizzazione del patrimonio. Tutto risolto? Macché: il giorno successivo i Comuni del Brindisino esclusi dal progetto scrivono al presidente della Provincia Riccardo Rossi, chiedendo un incontro per valutare il da farsi. Riccardo Rossi risponde, pacato ma fermo, picche: "Non capisco in che modo dovrei interrompere un percorso su opere infrastrutturali che avranno ricadute sull'intera provincia. E' un discorso che facciamo col Governo questo. Non c'è l'intenzione dell'Esecutivo di frantumazione di risorse nei 20 Comuni della provincia brindisina".

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