Ato: no chiusura impianto compostaggio

BRINDISI - Il sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, nella sua qualità di Commissario liquidatore dell’Ato Br/1 ha riscontrato la comunicazione del Dipartimento di Prevenzione Asl Br con la quale si chiede al sindaco di Brindisi di emettere una ordinanza di chiusura dell’impianto di compostaggio.

Domenico Tanzarella

BRINDISI - Il sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, nella sua qualità di Commissario liquidatore dell’Ato Br/1 ha riscontrato la comunicazione del Dipartimento di Prevenzione Asl Br con la quale si chiede al sindaco di Brindisi di emettere una ordinanza di chiusura dell’impianto di compostaggio presso il quali domani venerdì 24 maggio alle ore 9 si terrà un sopralluogo congiunto tra tecnici e amministratori degli enti interessati convocato dal sindaco di Brindisi.

Nella nota si riferisce di un sopralluogo effettuato dall'Arpa a richiesta dei gestori dell'Hotel Nemo, posto nella zona industriale in prossimità dell'impianto di compostaggio (che lamentavano i cattivi odori); nonché la relazione tecnica a firma dell'ing. Dell'Olio (sempre del Dap), sulle condizioni dell'impianto. Quest'ultima ritiene che le riscontrate criticità possano essere superate tramite: l'adozione di apposito "manuale operativo di gestione dell'impianto" e successiva formazione ed informazione a tutti gli operatori dello stabilimento; lavori strutturali volti alla chiusura delle aree di lavorazione, così da evitare la dispersione in aria di odori molesti; 3) revamping degli impianti obsoleti e manutenzione delle apparecchiature, così da evitare perdite di percolato e possibili interazioni con l'ambiente circostante.

Va aggiunto, dice Tanzarella, che la citata relazione dà atto della avvenuta installazione di campionatori di monitoraggio dell'aria (all'in-terno dell'hotel Nemo), i cui risultati non sono stati ancora comunicati; viceversa, gli esiti delle analoghe indagini ef-fettuate dal gestore a mezzo di laboratorio certificato nel mese di novembre 2012 e resi disponibili con nota del 5.12.2012, non hanno evidenziato alcun superamento dei valori di legge.

Nonostante tali conclusioni (che non rilevano alcun reale ed attuale pericolo per la salute pubblica riveniente dalle condizioni dell'impianto) e la circostanza che il Servizio Ecologia della Provincia di Brindisi si era limitato a richiedere all'Ato accorgimenti gestionali, la citata nota dell'Asl prot. 33308 del 10.5.2013 richiedeva al sindaco di Brindisi l'adozio-ne di ordinanza sindacale di chiusura dell'impianto a tutela della salute dei lavoratori e pubblica.

“Occorre considerare” spiega Tanzarella “che la richiesta della Asl appare sostanzialmente immotivata, posto che né il tecnico impiantista del Dap, né il Servizio Ecologia provinciale, hanno riscontrato alcun pericolo immediato per la salute pubblica; inoltre, l'intervento del Dap è stato originato dalla segnalazione del gestore di un albergo vicino, che lamenta le immissione odorifere. Viene da chiedersi come possa essere stata assentita la realizzazione di un albergo in zona industriale e ad una limitata distanza da un impianto di compostaggio esistente da circa trenta anni. A tale propo-sito, anche al fine di tutelare i notevoli interessi pubblici sottesi al funzionamento dell’impianto in parola e di quelli adia-centi allo stesso (impianto di selezione, biostabilizzazione e produzione Css), si chiede al Sindaco di Brindisi di poter ac-cedere, ai sensi della legge 241/90, ad ogni atto abilitativo edilizio ed autorizzatorio rilasciato alla suddetta struttura.

Ad ogni modo, l'adozione di un provvedimento sindacale di chiusura della struttura, oltre che del tutto immotivata in ragione della mancanza dei requisiti di pericolo per la salute pubblica, risulterebbe anche illegittima in quanto principal-mente finalizzata a tutelare l'interesse di un'attività privata (l'hotel Nemo) a scapito di quello pubblico - ampiamente poziore. Difatti, la chiusura dell’impianto comporterebbe un danno certo per il pubblico erario derivante dal concreto ri-schio di un danneggiamento dello stesso ad opera di vandali e del furto delle apparecchiature che lo costituiscono e dai maggiori oneri a carico dei bilanci dei Comuni conferitori, i quali verrebbero privati di una destinazione finale per la frazione organica raccolta, con conseguente necessità per gli stessi di conferire detta frazione ad una tariffa più alta mediamente del 30% nonchè a distanze notevolmente superiori, con conseguente enorme aggravio di costi.

Va, tuttavia, richiamato il gestore (Bri Ecologica, ndr) al rispetto degli adempimenti da porre in essere in relazione agli obblighi dallo stes-so assunti contestualmente all’assunzione della gestione provvisoria dell’impianto ed in particolare tutte le condizioni e prescrizioni imposte dall'autorizzazione provinciale all'esercizio dell'impianto, ivi inclusi ogni controllo, analisi e monito-raggio previsti per legge a carico del proprietario dell'impianto. Inoltre, giusto quanto rilevato dal Dap Arpa e dalla Provincia, occorre che il gestore medesimo si attenga alle seguenti, ulteriori prescrizioni: presso l'impianto, durante le ore di apertura, dovrà essere sempre presente idonea figura di responsabile tecnico, il quale deve provvedere al coordinamento e controllo dell'operato degli operatori addetti.

Inoltre: installare pompe aeree per la chiusura automatica ad ogni passaggio delle porte di accesso al capannone ove sono allocati i cilindri "Dano", ovvero sensibilizzare il personale (e verificarne il rispetto) alla chiusura delle stesse; sigillare i fori degli estrattori non funzionanti; il sopravaglio e gli scarti di lavorazione rivenienti dai "Dano" dovranno essere caricati esclusivamente su contenitori scarrabili a tenuta stagna che, ad avvenuto riempimento, dovranno essere tempestivamente ricoperti ed inviati in discarica; le vasche interrate facenti parte dell'impianto di depurazione in disuso vanno svuotate dalle acque che vi si accumulino con cadenza almeno mensile.

Infine: durante la gestione dell'impianto dovranno essere evitate perdite di percolato e possibili interazioni dello stesso con l'ambiente circostante, provvedendo a dotare l'impianto di presìdi di materiale assorbente, al fine di contenere eventuali perdite accidentali; elabori un Piano di gestione dell’impianto in cui vengano formulati tutti gli accorgimenti gestionali da mettere in atto per consentire il prosieguo delle attività di recupero; adotti apposito "manuale operativo di gestione dell'impianto" e disponga la successiva formazione ed informazione a tutti gli operatori dello stabilimento.

 

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