Enel accetta di sottoscrivere l'accordo sulle bonifiche a Brindisi

BRINDISI – Anche Enel si unisce al gruppo delle società che a Brindisi hanno accettato di sottoscrivere l’Accordo di programma quadro sulle bonifiche nel sito inquinato di interesse nazionale di Brindisi. Un cambiamento di indirizzo, rispetto a quello del maggio 2008, quando la strada della transazione con lo Stato con lo stato era stata scelta solo da Basell, Edipower, Brindisi Lng, e poi più recentemente Sfir. Enel figurava invece nella lista dei grandi gruppi, come Polimeri Europa, che aveva deciso di impugnare davanti alla giustizia amministrativa l’accordo stesso.

Il nuovo impianto di cattura della CO2 a Cerano

BRINDISI – Anche Enel si unisce al gruppo delle società che a Brindisi hanno accettato di sottoscrivere l’Accordo di programma quadro sulle bonifiche nel sito inquinato di interesse nazionale di Brindisi. Un cambiamento di indirizzo, rispetto a quello del maggio 2008, quando la strada della transazione con lo Stato con lo stato era stata scelta solo da Basell, Edipower, Brindisi Lng, e poi più recentemente Sfir. Enel figurava invece nella lista dei grandi gruppi, come Polimeri Europa, che aveva deciso di impugnare davanti alla giustizia amministrativa l’accordo stesso.

“Con un atto di transazione firmato presso il Ministero dell’Ambiente – fa sapere una nota diramata stamani dallo stesso dicastero -  l’Enel ha aderito all’Accordo di Programma per la Bonifica del sito di interesse nazionale (SIN) di Brindisi. L’Accordo, siglato dal Ministero, dalla Regione e dagli enti locali, prevede la possibilità per le imprese operanti nel sito industriale di realizzare gli interventi di disinquinamento e di bonifica dei suoli e della falda e di definire transattivamente gli importi da corrispondere alle pubbliche amministrazioni quale risarcimento del danno ambientale. Somme che saranno utilizzate per la bonifica delle aree pubbliche del sito”.

“L’adesione all’Accordo di programma – spiega la nota - consente inoltre alle imprese di attuare nuovi investimenti produttivi nelle aree di proprietà e realizzare interventi di riqualificazione ambientale. L’Enel, chiudendo con la sigla dell’accordo di programma un annoso contenzioso con il Ministero, potrà avviare i programmati investimenti per 300 milioni di euro nell’area di Brindisi innescando così nuovo sviluppo del territorio e migliorando le condizioni ambientali del sito”.

La struttura dell’Accordo di programma, che avrebbe dovuto essere dotato di 135 milioni di euro parte in capo al governo nazionale, parte alla Regione Puglia (ma i soldi sono finiti già dallo scorso anno nel calderone dei fondi bloccati e dirottati in gran parte sulle aree di crisi ambientale del Nord Italia), si basa appunto su una transazione tra i soggetti pubblici e i gruppi industriali interessati, che in tal modo possono usufruire di una riduzione sino al 50 per cento sui costi delle bonifiche a loro carico, oltre allo scomputo di somme equivalenti a quelle investite per ambientalizzazioni e ampliamenti produttivi.

All’epoca dell’Accordo di programma, il primo siglato in Italia dalla competente direzione generale del Ministero dell’Ambiente, il danno ambientale nel perimetro del Sin di Brindisi era stato stimato per difetto in 200 milioni di euro. La ApQ fu sottoscritto il 6 dicembre del 2007 da Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Commissario di Governo per l’emergenza ambientale, Regione Puglia, Provincia di Brindisi, Comune di Brindisi, Autorità Portuale di Brindisi.

Dalla nota del ministero non si evince quali siano le aree in cui Enel dovrà eseguire caratterizzazioni e bonifiche, quindi se sono interessati il perimetro della centrale di Cerano e quello dell’asse attrezzato che la rifornisce di combustibili (13 chilometri dal porto industriale alla termoelettrica, oppure se l’intervento riguarda solo l’ex carbonile di Costa Morena, attiguo all’attuale centrale (ex Enel) di Edipower. Riguardo agli investimenti che si sbloccherebbero, in realtà Enel li ha già avviati dallo scorso anno, con gli adeguamenti del gruppo 3 della “Federico II”, per poi passare al 4.

APQ_Brindisi_2007

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