"Il Comitato Via ha ignorato le direttive europee"

A proposito della firma del decreto ministeriale che ufficializza il parere del Comitato nazionale VIa, favorevole con prescrizioni al progetto del rigassificatore di Capo Bianco, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato delle associazioni che si battono contro la realizzazione dell'impianto, le quali affermano come lo stesso Comitato Via abbia disatteso le indicazioni giunte dalla Commissione Europea a proposito di rischio industriale e sicurezza delle popolazioni.

Uno striscione del corteo del 10 giugno 2010

A proposito della firma del decreto ministeriale che ufficializza il parere del Comitato nazionale VIa, favorevole con prescrizioni al progetto del rigassificatore di Capo Bianco, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato delle associazioni che si battono contro la realizzazione dell'impianto, le quali affermano come lo stesso Comitato Via abbia disatteso le indicazioni giunte dalla Commissione Europea a proposito di rischio industriale e sicurezza delle popolazioni.

"Le ultime notizie sulla sottoscrizione, da parte dei Ministeri dell'Ambiente e dei Beni Culturali, del parere della Commissione VIA non cambiano in nessun modo una situazione già nota, per altro ancora interlocutoria, che sarà contrastata in tutte le sedi e con tutti i mezzi a disposizione. La Commissione nazionale VIA-VAS nel riesaminare lo studio di impatto ambientale sul rigassificatore nel porto di Brindisi, ha fatto l'esatto contrario di quanto richiedevano esigenze di elementare buon senso. Essa ha in modo superficiale e sconcertante completamente rovesciato gli unanimi pareri negativi sulla realizzazione dell'impianto espressi dalla commissione VIA pugliese, della regione Puglia e di Provincia, Comune, Autorità Portuale di Brindisi.

La predetta commissione VIA-VAS era chiamata (e non lo ha fatto) ad eseguire pienamente le disposizioni della Direttiva Europea 85/337 CEE ed a valutare complessivamente e specificamente l'impatto, gli effetti ed i rischi dell'impianto e delle opere ed attività connesse a esso connesse. Gravissimo è il fatto che nel parere si riconosca la necessità che siano sottoposte a giudizio di compatibilità ambientale la colmata, il più volte variato pontile, i serbatoi, il metanodotto e la movimentazione di gasiere, limitandosi però a rimandare ad altri tempi ed a nuovi progetti, gli approfondimenti, le analisi, perfino le caratterizzazioni dei siti inquinati: atti questi che sono per legge preliminari e pregiudiziali rispetto all'emissione del giudizio di compatibilità ambientale.

Il difetto di obiettività è dimostrato dal fatto che la Commissione ha disatteso del tutto gli obblighi di legge e delle stesse disposizioni del Ministero dell'Ambiente in merito ad una corretta e complessiva VIA, e a quell'atto endoprocedimentale che è il NOF, in presenza dei diversi e più preoccupanti scenari di criticità ambientale e di rischio di incidente rilevante. Ne è conferma il fatto che detta Commissione non ha minimamente preso in considerazione l'opzione zero e cioè le motivate ragioni per le quali l'impianto non può essere realizzato e neppure valutato alternative di sito o di nuove tecnologie (rigassificazione on board).

Un giudizio di compatibilità ambientale così formulato rafforza le ragioni di quanti hanno presentato alla Procura della Repubblica di Brindisi la richiesta che venga valutatal'opportunità di esperire accertamenti rivolti a verificare se nelle operazioni in questione vi siano elementi di rilievo penale. Le nostre associazioni, dopo il successo alla grande manifestazione di popolo del 19 giugno, confermano il proprio impegno a favore di uno sviluppo sostenibile e la ferma volontà di opporsi, in sintonia con le Amministrazioni locali e con la Regione Puglia, alla realizzazione di un impianto estremamente pericoloso per l'incolumità dei cittadini e tale da impedire le scelte innovative delle predette istituzioni territoriali".

In Evidenza

I più letti della settimana

Torna su
BrindisiReport è in caricamento